La sconfitta della politica

Giovedì 13 marzo -E’ mattina. Si riparte, tra lo studio e la campagna elettorale. Uno sguardo veloce all’edizione di repubblica.it

Una notizia che mi gela: “Luigi, 39 anni, precario
ottava vittima della Thyssen”

Penso: un altra morte bianca? Poi leggo meglio, si è suicidato.

Nella sua lettera: “Mi ammazzo perché insieme al lavoro ho perso la dignità”.

A 39 anni, con 2 figli a carico, non avrebbe ritrovato il lavoro. Neanche da interinale.

Un dramma italiano, purtroppo.

Ecco perchè questo titolo: se succedono eventi così drammatici ancora oggi nel nostro Paese, è anche una sconfitta per la politica, di ogni colore.

Dopo questa constatazione, un momento dopo però, almeno per me, si riparte con l’impegno.

Per me la politica ha senso se può fare qualcosa di concreto per i ” Luigi” del nostro Paese.

Io ne sono convinto, ecco perchè un piccolo contributo in questo senso cerco di darlo anche io.

Ecco perchè sto con il Pd, il partito del lavoro.

3 commenti

  • fabio

    Devo dire che sono rimasto molto interdetto da questo post…..

    Se non ti conoscessi direi che mi cadono le braccia….

    “partito del lavoro”?!?!?!?!?! Ma siamo in Italia nel 2008 o a Mosca nel 1917???

    Si fanno slogan politici anche quando qualcuno si toglie la vita dalla disperazione?

    Forse sarebbe il caso di lasciarla da parte la politica, almeno in casi come questo….

    Io ho la stessa età (39) di Luigi, anch’io ho 2 figli e se provo a mettermi al suo posto mi vengono i brividi…. ma di sicuro non li risolve “il partito del lavoro” i problemi, vai tranquillo….. anche perchè per ora sta dimostrando di essere “il partito dei soliti noti reimpastati per prendere voti” e “il partito dalle faccie opposte”

  • iocimettoilcuore

    Ciao Fabio, se avessi voluto fare propaganda non avrei titolato il post “la sconfitta della politica”.
    Politica in senso lato, di destra e di sinistra.

    Un momento dopo l’interrogativo: il disimpegno o l’impegno?

    Dopo ogni amarezza, grande o piccola, l’interrogativo è questo.

    Io credo che serva l’impegno, per le parole che ho messo nella home page del sito, dette non da me…

    Il posto dell’impegno per questi temi sia il Pd.
    Oppure dovrò seguire il consiglio di Berlusconi e quando sarò precario dovrò cercare una milionaria e/o sua figlia?!

    Mi è sembrata non una battuta, ma una risposta veramente bassa di fronte ad un problema così drammatico.

  • fabio

    se la trovi guarda che abbia una sorella….

    concordo con te sulla battuta, al bar va bene ma a un tg nazionale no…. anche a me non è sembrato solo un’ironia….

    La soluzione non è certo berlusconi, che anzi rappresenta l’esatto contrario, e l’impegno è d’obbligo, ma un conto è impegnarsi e un altro è definirsi un partito del lavoro in una nazione dove l’obiettivo principale delle aziende è quello di spendere meno sulla manodopera e il dipendente a tempo indeterminato è l’unico costo fisso che (per ora) non può essere eliminato almeno del tutto….

    Direi che è una bella pretesa che comporta una serie di responsabilità e detta in campagna elettorale mi fa un pò storcere il naso…. prima lavoriamo e portiamo risultati (o almeno proviamoci) poi fregiamoci dei titoli di merito se ci sono….

    Per adesso non è che quello che il pd ha dichiarato l’abbia poi realizzato ed è vero tutto quello che si può dire su berlusconi, ma se guardo gli ultimi 15 anni vedo solo 5 o 6 anni di governo berlusconi e anche le facce della sinistra sono sempre state le stesse, in primis prodi d’alema e veltroni……. a quei tempi non erano il partito del lavoro? O come berlusconi dà la colpa all’udc anche Veltroni dà la colpa a Prodi che non si ricandida ed è l’unica faccia della sinistra ad uscire di scena?

    Per quanto concerne il precariato, non ricordo sia stata una creazione della destra e anzi se nel precariato ci mettiamo le cooperative (scandalo incredibile) di cui non si parla mai mentre si cita continuamente l’interinale come forma di lavoro precaria (c’è una bella discussione di andrea in un altro post che vorrei richiamare), direi di andarci un pò piano con certe definizioni…..

    Con la tecnologia che avanza sempre più ci sarà sempre meno bisogno di manodopera e basta vedere quante aziende aprono fabbriche all’est o in asia o in africa proprio per il basso o quasi nullo costo del personale….

    Il problema non è solo politico e non è una questione di tasse o di finanziamenti perchè accadrebbe la stessa cosa anche se non fai pagare nessuna tassa alle imprese o se gli stipendi versati dalle aziende fossero i “netti in busta”……

    La questione è molto più pratica: il dipendente costa e costa sempre, un servizio esterno o un precario costa solo quando lo uso e se appalto i servizi a ditte esterne o a cooperative ho la massima copertura al minimo costo…..

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