Un sogno diventa realtà

Il giorno è storico. Il risultato è grandissimo. Non solo per l’America ma per il mondo intero.

Non si spiegherebbero, sennò, le scene di giubilo che abbiamo visto in tv e le tante feste che si svolgeranno da qui a qualche giorno anche nelle mie zone. 

E’ vero, sicuramente la grande attesa per la presidenza Obama viene dopo 8 anni di Amministrazione Bush, che ci ha “salutato” con una crisi finanziaria devastante e dopo anni di politica estera unilaterale e spesso arrogante, che ha avuto il suo picco con la guerra in Iraq. 

Ma non possiamo dimenticare la carica di novità che porta con sè Obama e che è racchiusa nell’apertura del suo discorso di Chicago: 

“Se c’è ancora qualcuno che dubita che l’America non sia un luogo nel quale nulla è impossibile (…) questa notte ha avuto le risposte che cercava”. 

Barack Obama ha vinto una scommessa che all’inizio in tanti credevano impossibile. Perchè è un afroamericano. Perchè si è scontrato con un personaggio come Hillary Clinton e la sua forza. Perchè in tanti, nel suo partito, gli chiedevano di aspettare tra qualche anno.

Nonostante tutto questo, ha corso. Ci ha messo passione, entusiamo e tanto coraggio in questa avventura. La gente l’ha apprezzato e l’ha premiato.

Ha saputo mobilitare tanta gente, tanti giovani. Ha interpretato la voglia di cambiamento, di un cambiamento profondo e radicale che c’è. Non solo in America. 

Buon lavoro Presidente Obama!

Il lavoro che lo attende non è semplice, anche perchè le aspettative dei suoi sostenitori, fuori e dentro l’America, sono tantissime. 

Ma intanto già da oggi l’America e il mondo voltano, finalmente, pagina. 

 


Leggi sul mio blog i post dedicati a Obama negli scorsi mesi

Un commento

  • Il sole nero, così definirei Obama, che ha dato luce, ha fatto sentire importanti e considerati milioni di afroamericani, emarginati, poveri , ha acceso i riflettori su di loro , e li ha fatti votare.
    Ha illuminato i giovani, che si sono rivisti nella voglia di cambiamento e di ‘svecchiamento’ di una classe politica che qui in Italia non cede ancora.
    Ha illuminato chi, in questi tempi duri di crisi, è stato risucchiato nel vortice della disoccupazione, della ristrettezza.

    Per far questo, ha avuto un atteggiamento poco liberale, utilizzando come arma per la crisi economica: sì la redistribuzione della ricchezza, ma anche e soprattutto il protezionismo, più o meno velato. Ha dato l’idea che una volta eletto non avrebbe fatto regali a nessuno, non avrebbe sprecato i soldi in mille rivoli , ma li avrebbe utilizzati internamente, per l’America.

    Non so se questo sarà positivo in assoluto per l’Europa, che potrebbe vedere diventare gli Stati Uniti dei concorrenti, meno collaborativi, con barriere commerciali più marcate.
    Certo è che Obama ha vinto solo e soltanto per la crisi economica, altrimenti McCain avrebbe trionfato, poiché Obama stava lentamente scendendo di popolarità mentre McCain, come dimostravano i sondaggi, era in ascesa ed oramai aveva superato nei consensi il senatore dell’Illinois, aiutato nei primi tempi anche dalla scelta di una Vice donna, un elemento che a lungo andare si è dimostrato inconsistente e anzi è stato negativo e deleterio per il granitico McCain, liberale e laico.
    Per questo, inizialmente ho visto di buon grado una vittoria della Clinton alle primarie democratiche, era a mio avviso l’unica persona in grado di poter vincere contro “John l’eroe”. Lei, espressione di una famiglia che ha già ampiamente governato gli USA, che ha legami, potere, soldi, simbolo di una continuità senza alcun dubbio, non mi entusiasmava come non entusiasmava molti dei democratici italiani, ma poteva essere la candidatura giusta per riprendersi la WhiteHouse.

    Obama è specialmente per noi giovani un grande segno positivo, un sospiro di sollievo, una boccata d’aria fresca: dà carica, forza, speranza, entusiasmo e voglia di cambiamento a tutti noi, che crediamo nel ricambio generazionale anche nei “posti di potere”, che vogliamo il rinnovamento, facce nuove, ma soprattutto idee nuove per cambiare una situazione puttosto triste.
    L’America ha dimostrato di esser pronta e matura per tutto questo e molto altro, l’Italia ancora evidentemente no; ma si sa, le novità nel nostro paese arrivano dagli USA sempre con anni di ritardo, ma prima o poi inesorabilmente arrivano…working & waiting for…

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