Il mio 25 aprile

Il monumento alla sommità di SantAnna di Stazzema

Il monumento alla sommità di Sant'Anna di Stazzema

28 aprile – E’ stato un 25 aprile speciale. Infatti, assieme ai Giovani Democratici di Pescia, sono stato a Sant’Anna di Stazzema, un paesino della Versilia che fu teatro nel 1944 di una strage nazifascista, una delle più sanguinose in Italia.

560 caduti! Mi ha colpito vedere quanti furono i bambini ed i giovanissimi massacrati. Non ci fu pietà per nessuno.

 

Sant’Anna è un piccolo paesino o, meglio, è composto da case sparse sui monti. Nel paese c’è una piccola chiesetta, di fronte alla quale furono radunate e uccise dai nazifascisti centinaia di persone. 

A Sant’Anna c’è un museo ed un monumento ossario.

Con i ragazzi dei Gd Pescia abbiamo portato al monumento, che si erge in cima, un piccolo omaggio floreale.

E’ un piccolo gesto, è il segno di un pensiero. Un pensiero per le vittime di una strage così orrenda e ingiustificata.

A Sant’Anna si vede, purtroppo, la ferocia a cui alcune volte può arrivare l’uomo. 

 

Ma c’è una seconda riflessione da fare. Chi, dopo 64 anni, continua ancora a non riconoscere l’importanza della Resistenza vada nei tanti luoghi in cui si è concretizzata la barbarie nazifascista, come Sant’Anna di Stazzema.

 

Mi sono recato in questo luogo simbolo perchè noi giovani  non vogliamo dimenticare il sacrificio di tanti civili innocenti e dei partigiani e dei soldati italiani che dopo l’8 settembre combatterono contro l’oppressione nazifascista e per dare un futuro di libertà alle generazioni successive, anche alla nostra.

 

Altro che retorica, visitare Sant’Anna, così come tutti le zone della nostra Regione in cui si manifestò la ferocia inumana dei nazifascisti, insegna come il 25 aprile sia stata una svolta per il nostro Paese. Una svolta di pace, di democrazia e di libertà, che è costata il sacrificio di tanti italiani, di ogni età.  


P.S. Presto metterò qualche mia foto… 

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