Retel e Delta Serre, la crisi tocca anche il nostro territorio…

La stampa locale ha dato oggi rilievo alla trattativa sindacale in corso riguardo alla Retel (che prima si chiamava BIME), l’azienda di Castellare recentemente inglobata dall’Elettrica Spa di Empoli e che si occupa di distribuzione di materiale elettrico civile e industriale.

Un’azienda che da Pescia si è espansa in tante zone della Toscana, tra cui Pistoia, Calenzano, Lucca, Cecina, Massa, Aulla e Portoferraio.

L’azienda ha chiesto in queste settimane la mobilità per 15 dipendenti (nella sede di Pescia ce ne sono 25). 

Sono in corso le trattative dei sindacati con l’azienda, per percorrere tutte le strade, da quella della riduzione dell’orario di lavoro agli ammortizzatori sociali, al fine di ridurre al minimo l’impatto sull’occupazione.

Il caso della Retel si aggiunge a quello di Delta Serre, sempre un’azienda pesciatina in cui diversi lavoratori si trovano di fronte ai medesimi problemi.

Ai lavoratori della Retel e della Delta Serre va la mia più sincera solidarietà e vicinanza.

Voglio fare, con l’occasione, un’altra riflessione. Gli effetti della crisi economica che sta avvolgendo il Paese, purtroppo, si riverberano anche nella nostra realtà locale. 

Il Comune di Pescia, insieme alle parti sociali, ha aumentato di 80.000 euro il fondo per rispondere alle situazioni di svantaggio sociale, dando la priorità alle situazioni di svantaggio conseguenti ai casi di licenziamento, di  scadenza di un precedente contratto di lavoro a termine, non rinnovato e di cessazione dell’attività per lavoratori dipendenti.

Il bilancio 2009 però è stato bocciato da cinque consiglieri e quindi, per questo, il fondo non è al momento operativo.

Anche la Provincia ha varato dei provvedimenti anti crisi. La Regione ha approvato un contributo di 1650 euro per tutti coloro che, senza altre misure di protezione sociale (ad esempio i precari!), perdono il lavoro.

E il Governo? La politica economica non spetta certo agli enti locali od alle Regioni ma credo sia un dovere, in questo momento, per ogni istituzione pubblica, fare tutto quanto è nelle proprie possibilità per rispondere a queste situazioni.

Oltre alla solita demagogia, è il momento per la destra di varare adesso misure concrete per rispondere all’attuale momento economico e per tutelare soprattutto chi, come i precari, si trova a subire la beffa di essere licenziati e di non avere neanche veri strumenti di aiuto e di tutela. 

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