Programma di governo, “troppa genericità” e qualche domanda precisa…

Martedì 1° settembre si è svolto il Consiglio Comunale dedicato al dibattito sulle linee programmatiche del Sindaco Marchi.


Solitamente non sono abituato a scrivere i miei interventi ma, dovendo fare rilievi e domande precisi e puntuali su quello che ho letto, questa volta ho scritto una traccia, che potete trovare di seguito.


Il Sindaco, nella sua replica, non è entrata, con l’accurattezza che avevo richiesto, nel merito degli interrogativi che le ho posto nel mio intervento e che trovate sul blog. Un motivo in più per utilizzare nei prossimi mesi gli strumenti di indirizzo e di controllo che la legge assegna ai consiglieri comunali, sempre nello spirito di dare un contributo costruttivo alla crescita del nostro territorio, per indicare possibili soluzioni sulle varie questioni concrete del nostro Comune.

Sono state infine nominate le commissioni consiliari ed io rappresenterò il Pd in quella “agricoltura- attività produttive”. Ovviamente vi aggiornerò come sempre sui lavori della Commissione, appena essa inizierà il suo lavoro.


Ho letto con attenzione il suo programma politico- amministrativo, adesso all’esame del Consiglio.

Credo che un programma possa e debba delineare un futuro, una strada possibile e realizzabile, con un orizzonte di legislatura. Per questo devo dirle innanzitutto che mi ha meravigliato, in più punti, la genericità e indeterminatezza delle affermazioni contenute in questo programma.

Un’indeterminatezza che certo non si collima con la concretezza e che, magari, potrebbe far sembrare che nasconda semmai l’assenza di idee chiare su cosa si debba fare e, soprattutto, su quelle che sono le priorità. La mia non è però un’affermazione, quanto un dubbio, che potrò chiarire dopo la sua replica.

Per questo, Sindaco, sono a chiederle qualche chiarimento su alcuni punti specifici del suo programma.

Inizio chiedendo qualche approfondimento su un aspetto fondamentale per il nostro territorio, quello delle infrastrutture principali. Si parla di richiesta di finanziamenti per la nuova viabilità di Collodi (una bretella tipo Ponte a Moriano, si dice) e per i parcheggi.

Rispetto ai parcheggi, tema assai sentito, per esempio nel suo programma non viene fatti riferimento a nessuna localizzazione possibile.

Credo che ogni buon amministratore debba avere delle priorità nella sua azione quindi le chiedo di dirci quali sono gli interventi per i parcheggi che lei ritiene prioritari.

Rispetto a Collodi, quando parla della nuova viabilità lei a quale ipotesi pensa? Per la bretella di Collodi so che esiste uno studio della Provincia di ormai 10 anni fa, è quella la soluzione che ha in mente?

Quando si parla dell’edilizia economico popolare nel suo programma, si compie un riferimento a nuove aree: non c’è un minimo riferimento per le possibili zone di realizzazione. Invece servirebbe, subito, visto che la Regione un mese fa ha sbloccato la vendita degli alloggi agli assegnatari a determinate condizioni e quindi, così, diminuirà l’offerta di alloggi.

Perché vede,gli intendimenti rispetto alle infrastrutture o all’edilizia popolare sono logicamente condivisibili ma appaiono essere solo buone intenzioni, visto che non si specifica niente, né si indicano tempi o priorità di intervento.

Rispetto al turismo legato a Collodi, devo chiederle un chiarimento. All’inizio si dice che esso è una miniera (e questo è vero) rimasta, testuali parole, “sepolta sotto accordi e protocolli inattuati”, un’affermazione assai tranciante su essi.

Poi però si dice subito dopo nel suo programma che occorre “rilanciare l’accordo di programma sulle infrastrutture e la mobilità stipulato a suo tempo”. Delle due l’una: mi interessa capire se questo accordo di programma, per l’Amministrazione, è superato o è attuale. E’ un impedimento o un’opportunità?

L’argomento Collodi viene concluso con l’idea di un parco ludico. Obiettivo condivisibile, era un intendimento della passata Amministrazione tra l’altro.

Se Collodi è una miniera, come credo sia, in questo programma si dice ben poco di nuovo e di concreto per farlo crescere.

Condivisibili l’attenzione per la pulizia, per il decoro, per il verde, per nuovi spazi verdi.

Ma, anche questa volta,  non si dice dove, non si dice come, non si dice quando, non si definiscono le priorità di intervento, che non mancherebbero.

Passo poi all’argomento Comicent. Voglio infatti capire il pensiero della sua Amministrazione rispetto alla gestione, visto che novembre, quando il Comune dovrà presentare il progetto di rilancio, è vicino. Rispetto alla gestione nel suo programma prima si dice che “occorrerà una gara, al fine di costruire un ente di gestione pubblico privato, creare una società esterna, con la partecipazione anche delle categorie, dove il Comune si riservi di assumere la direzione del mercato”. Poi, poche righe dopo: “la gestione, una volta finita la fase della liquidazione, dovrà tornare ad essere di gestione diretta del Comune, che dovrà dare l’indirizzo politico ad un organismo espressione anche delle categorie coinvolte”.

Insomma, gestione diretta o società mista? Quale il ruolo del Comune in essa, di maggioranza o di minoranza? Per lei il comune deve dare solo un indirizzo “politico”(?) o svolgere direttamente la direzione del mercato?

Rispetto alla proposta di legge in discussione in Consiglio Regionale per il passaggio della proprietà del Comicent al Comune, quali sono gli indirizzi dell’Amministrazione?

Rispetto alla macchina amministrativa, il suo programma di fronte ad una diagnosi grave (“abbiamo tempi di risposta che sono fuori da ogni logica”), propone una cura assai debole. Un aumento del personale di front office e magari, entro 7 giorni, un appuntamento con il funzionario.

Se il Sindaco ritiene veramente che la situazione sia quella descritta, serviva più coraggio. Magari seguire l’esempio della Regione Toscana che, con legge, ha stabilito che in ogni caso di procedimento amministrativo che superi i tempi previsti per la sua conclusione il cittadino può richiedere un indennizzo per il ritardo, che in Regione è stabilito in misura fissa di 100,00 euro per ogni dieci giorni di ritardo. Sulla cifra si può disquisire, ma non si può negare che questo sarebbe un segnale inequivocabile verso i cittadini che chiedono il rispetto di un loro diritto, quello alla celerità dell’azione amministrativa.

Il programma continua su altri aspetti sui, quali, per brevità non mi dilungo.

Il nostro territorio, così come tanti altri, sta attraversando un momento di difficoltà, che non è solo congiunturale. Ha bisogno di guardare al futuro, facendo fruttare i suoi tanti talenti, dalla natura e dal paesaggio della Montagna a Pinocchio, dal tessuto imprenditoriale e artigianale al fiore.

Come far fruttare questi talenti? E come, magari, svilupparne di nuovi, per fare in modo che Pescia non si basi solo sulle ricchezze del suo passato ma anche su eccellenze del futuro?

Questo mi sembra il nodo centrale, la sintesi dell’azione che ci viene richiesta dal momento presente.

Concludo. Da neofita credo che in un programma amministrativo si disegni un futuro, possibile e realizzabile. Si individuano obiettivi concreti e priorità, per poi dirigersi verso la loro realizzazione, pur sapendo che alcune volte la volontà può far molto ma non è sufficiente.

Tutto ciò qua non l’ho trovato. Leggendo queste pagine molte volte si ha invece l’impressione di trovarsi di fronte ad un bivio ma non si riesce a capire quale strada si voglia concretamente intraprendere. Insomma, in queste pagine si compiono diagnosi, condivisibili o meno, ma molte volte non si indica la cura.


Per una valutazione compiuta dobbiamo quindi attendere i suoi atti concreti. Utilizzeremo quindi la funzione di indirizzo sui singoli temi che spetta ai consiglieri comunali per entrare nello specifico e avanzare le nostre proposte, per dare così il nostro apporto di idee alla crescita del nostro territorio.

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