Tra gasolio e metano… Nuove energie per l’agricoltura?

Un articolo in questi giorni ha dato conto, almeno incidentalmente, della mia attività in commissione agricoltura.

Rispetto alla vicenda del gasolio agricolo, prossimamente  preparerò una breve nota per esprimervi il mio punto di vista…

Il Tirreno, cronaca di Pescia, 27 settembre 2009

Il metano per riscaldare le serre
Proposta dell’assessore Franchini dopo il caso delle accise sul gasolio
L’uso di fonti pulite rafforzerebbe l’Italia nel ricorso alla Ue
EUGENIO FAGNONI

PESCIA. Mentre si attende l’esito del ricorso contro la richiesta di rimborso delle accise sul gasolio il mondo del florovivaismo comincia a guardare anche alle alternative per il riscaldamento delle serre.
È quanto è emerso nel vertice della commissione agricoltura che si è svolto venerdì sera al Comicent, e al quale hanno partecipato l’assessore comunale all’agricoltura Roberto Franchini, la Coldiretti (col direttore Francesco Sossi e il segretario di zona Maurizio Procissi) e la Cia (con il neopresidente Alessandro Orlandini e il delegato locale Menchini).
Dopo il primo punto formale (con la nomina del presidente Antonio Giuntoli e del vice Renato Spicciani, entrambi del PDL) è stato affrontato il problema più attuale, quello, appunto, della richiesta di rimborso da parte della Commissione Ue delle agevolazioni sul gasolio agricolo. Come spiega il direttore della Coldiretti Sossi è emersa una linea comune che, prima di tutto prevede, di attendere gli esisti del ricorso alla Corte di Giustizia Europea presentato dal ministro Zaia.
Franchini, da parte sua, ha prospettato l’intenzione di presentare un ordine del giorno sull’argomento in consiglio comunale, per dare un segnale politico di vicinanza ai produttori. Ma, soprattutto, Franchini a anche avanzato una proposta: quella di lavorare con un progetto alternativo, quello del ricorso all’energia pulita del metano, per porsi in una posizione favorevole davanti all’Ue. «Ho preso atto – spiega poi lo stesso Franchini – che a livello locale, tramite il patto territoriale per il florovivaismo della Valle del Pescia, è stata realizzata la rete di metanizzazione nell’area dove si trovano la maggior parte delle serre. Bisogna poi considerare che il metano dà energia pulita, quindi così si risponde anche all’esigenza di rispetto dell’ambiente, con la riduzione delle emissioni di Co2. Questa scelta è percorribile, coinvolgendo il distretto floricolo interprovinciale di Lucca e di Pistoia in una trattativa aperta con l’azienda titolare della distribuzione del metano, affinché la stessa consideri l’insieme delle aziende florovivaistiche del distretto che usano il metano, con la qualifica di “unico utilizzatore”, così da concedere migliori prezzi di acquisto al metro cubo quale “grande consumatore”, così coma avviene per il settore industriale».
«Un progetto di questo tipo – conclude l’assessore all’agricoltura – se condiviso da tutto il distretto e dagli enti locali, metterebbe la Regione e il governo in una posizione di vantaggio verso l’Ue, poiché dimostrerebbe che la nostra floricoltura ha sposato totalmente la scelta dell’abbattimento delle emissioni di Co2. Dimostrare che, dal 2010, saremo nella condizione di usare energia pulita nelle serre metteremo il ministero in condizione di aprire una trattativa dagli esiti positivi con l’Ue per risolvere il contenzioso sul gasolio agricolo».
Inoltre da parte del consigliere Marco Niccolai è stato proposto di verificare se è percorribile anche la scelta delle energie rinnovabili. Lo stesso ha chiesto che ogni forza politica locale intervenga verso i propri eurodeputati, affinché lavorino nella doppia direzione: di favorire l’evoluzione positiva del ricorso del ministro e di agevolare la trattativa sul progetto energia pulita per le serre (che potrebbe usufruire di agevolazioni comunitarie per il rispetto ambientale).
«Se il ricorso alla Corte di Giustizia Europea fosse respinto – chiude Franchini – come amministratori ci batteremo, insieme alle organizzazioni aGricole, per evidenziare come i floricoltori e i vivaisti abbiano usato il gasolio agricolo nel rispetto di una legge nazionale che lo prevedeva. Quindi spetta al Governo intervenire a favore dei produttori, per salvaguardare un settore dell’agricoltura specializzata che è fonte di lavoro diretto e indiretto per migliaia di famiglie».

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