Una domanda a Finmeccanica: gli stabilimenti toscani sono ancora strategici per il gruppo?

Non possiamo rimanere in silenzio rispetto alla situazione degli stabilimenti toscani di Finmeccanica, tra cui quello di AnsaldoBreda  a Pistoia.

Per questo abbiamo scritto una lettera aperta alle Istituzioni regionali e locali affinché si attivino prontamente verso Finmeccanica: chiarisca se gli stabilimenti toscani sono effettivamente strategici per il gruppo.

Le motivazioni nella lettera che trovi di seguito.

 

– Al Presidente della Regione Toscana Enrico Rossi

– Al Presidente della Provincia di Firenze Andrea Barducci

– Al Presidente della Provincia di Pistoia Federica Fratoni

– Al Sindaco di Firenze Matteo Renzi

 

– Al Sindaco di Pistoia Renzo Berti

–         Al Sindaco di Campi Bisenzio Adriano Chini


LETTERA APERTA SULLA SITUAZIONE DI FINMECCANICA IN TOSCANA

Egregi Sindaci, Egregi Presidenti,

nei giorni scorsi il Consiglio Regionale ha approvato una risoluzione sulla situazione del gruppo Finmeccanica in Toscana, che esprime forte preoccupazione sul futuro e sulla strategicità per la holding dei plessi produttivi ubicati nella nostra regione.

Come ben sapete, nella nostra Regione Finmeccanica ha una presenza molto importante nei settori dell’elettronica per la difesa e del ferrotranviario, rappresentata in particolare per il primo dagli stabilimenti di Selex Galileo a Campi Bisenzio e di Selex Communications a Firenze, e per il secondo da AnsaldoBreda a Pistoia.

Un patrimonio di professionalità, competenza e impegno maturato in tanti anni, che ha generato anche un indotto rilevante costituito da tante piccole e medie imprese.

Stiamo quindi parlando, tra dipendenti diretti e dell’indotto, di migliaia di persone che lavorano in questo tessuto produttivo.

Oltre al dato occupazionale, dobbiamo ricordare che questa decennale presenza toscana degli stabilimenti Finmeccanica ha permesso lo svilupparsi di un importante know how, che non andrebbe certo disperso ma semmai valorizzato.

I lavoratori e le organizzazioni sindacali ci hanno fatto presente che ormai da tempo si respira, in questi stabilimenti, un’aria di strisciante smobilitazione, mai palesata in dichiarazioni pubbliche ma fatta di singole e significative scelte aziendali da parte del management.

Gli stabilimenti toscani si stanno sempre più depauperando dal punto di vista dell’innovazione produttiva e della ricerca, diventando così plessi di mero assemblaggio, perdendo quindi competitività e divenendo, nel medio e lungo termine, non strategici per il gruppo come in passato.

Ad esempio prendiamo atto che l’anno scorso è stato tolto il settore radar di superficie dalla Selex Galileo e, nonostante le assicurazioni dell’attuale presidente Guarguaglini, ancora non è arrivata la compensazione promessa in termini di nuovi segmenti produttivi da sviluppare nello
stabilimento fiorentino.

Selex Communication ha sviluppato il sistema radio Tetra, riconosciuto dall’Unione Europea come specifico per la dotazione delle forze di polizia. Nel febbraio 2003 il Ministero dell’Interno e Finmeccanica hanno siglato un protocollo di intesa per l’ammodernamento di tutto il sistema di
radiocomunicazione con il sistema Tetra ma, ormai dal 2009, non vi è alcun avanzamento del programma di diffusione del sistema stesso.

Rispetto ad AnsaldoBreda a Pistoia vogliamo ricordare che questo stabilimento ha sempre rivestito il ruolo principale nel gruppo in termini di innovazione nel settore ferrontranviario, visto che è quello a cui è assegnata la prototipizzazione dei nuovi modelli.

L’importante commessa Altavelocità di Trenitalia, anche visti i tempi stretti per l’adempimento del contratto, doveva trovare a Pistoia il suo cuore nevralgico; invece essa è stata ripartita tra i vari stabilimenti. Non è inoltre chiaro se e quale destinazione di mercato avranno i treni
regionali lì prodotti.

Questi sono alcuni esempi, ma si potrebbe continuare.

L’attenzione delle Istituzioni rispetto alle problematiche ed alla creazione di contesti favorevoli al successivo sviluppo di tali peculiarità è stata costante e, per ultimo, il Programma Regionale di Sviluppo ha inserito entrambi i comparti all’interno dei nascenti distretti tecnologici.

Troppe nubi, però, si addensano ormai sulle intenzioni di Finmeccanica: occorre, non solo con le parole ma con i fatti, che la holding dimostri che i suoi stabilimenti toscani e le loro competenze sono realmente strategici.

Proprio per questo vi chiediamo di assumere quanto prima un’azione istituzionale congiunta verso il management di Finmeccanica recentemente rinnovato, affinché si faccia realmente chiarezza sul presente e sul futuro e sulle reali intenzioni della holding.

Non possiamo accettare una smobilitazione, a maggior ragione se strisciante: lo dobbiamo non solo ai lavoratori e alla professionalità che si è sviluppata in questi decenni ma anche al futuro del nostro territorio, per il quale questi stabilimenti ricoprono un’importanza strategica.

 

Vittorio Bugli, presidente consiglieri Pd Regione Toscana

Ivan Ferruci, consigliere regionale e resp. Lavoro Pd Toscana

Patrizio Mecacci, segretario metropolitano Pd Firenze

Marco Niccolai, segretario provinciale Pd Pistoia

 

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