AnsaldoBreda, dopo le dichiarazioni servono i fatti

L’amministratore delegato di AnsaldoBreda Orsi, anche in interviste delle ultime settimane, ha ribadito ancora una volta la volontà di dismettere AnsaldoBreda, che non farebbe più parte del core business di Finmeccanica.

Orsi ricopre la carica di a.d. in quanto nominato dall’azionista Governo e ad esso risponde, come avviene in qualunque azienda.

Il Ministro Matteoli è venuto più volte a Pistoia in questi anni (l’ultima nel dicembre scorso) dandoci sempre rassicurazioni sul futuro di AnsaldoBreda. Abbiamo visto poi come sono andate le cose nei mesi scorsi: prima la “smobilitazione strisciante” per l’azienda (in particolare per quanto riguarda l’innovazione e la ricerca), poi l’annuncio ufficiale di Orsi.

Il Ministro Matteoli ha promesso, circa tre settimane fa, di portare la vicenda all’attenzione del Consiglio dei Ministri. I parlamentari del PdL hanno fatto dichiarazioni pubbliche molto nette.

Il clima bipartisan che si sta respirando in queste settimane attorno al futuro di AnsaldoBreda non può che essere salutato positivamente, perché significa la volontà unanime di essere contrari alla “svendita” non solo di un’azienda, ma anche delle professionalità dei lavoratori e delle imprese dell’indotto, che costituiscono invece un patrimonio per il presente e per il futuro.

Partendo da questa considerazione, occorre ricordare a  Matteoli e ai parlamentari del Pdl che questa volta le dichiarazioni, anche forti, non sono più sufficienti se non seguono fatti e scelte coerenti.

Adesso è il tempo dei fatti e di una vera assunzione di responsabilità, visto che Orsi è espressione del Governo nazionale. 

L’impegno della Regione, della Provincia e del Comune per creare un contesto favorevole alla crescita di AnsaldoBreda e più in generale del settore ferroviario è stato costante in questi anni, come ben dimostra l’istituzione del distretto tecnologico e ferroviario. Altrettanto, se ci crede, deve fare il Governo nazionale.

L’azienda ha promesso per le prossime settimane l’avvio di una fase di risanamento, ammettendo così implicitamente che alcune parti dell’accordo del marzo 2010 non sono state attuate. Tra queste non crediamo debbano essere annoverate quelle relative ai lavoratori, per i quali sono stati applicati anche ammortizzatori sociali proprio in vista di un rilancio produttivo.

Un vero risanamento deve quindi significare effettivamente un effettivo rilancio produttivo, visto che stiamo parlando di un settore che ha straordinarie potenzialità di sviluppo.

Le maestranze di AnsaldoBreda e l’indotto, negli anni, hanno sviluppato un patrimonio di professionalità e di know how che non può essere disperso.

Per questo, oltre al mantenimento dei livelli occupazionali esistenti, appare strategico mirare al rafforzamento del profilo dell’innovazione produttiva, visto che lo stabilimento pistoiese è stato sempre vocato alla prototipizzazione e non certo al mero assemblaggio. Questo aspetto deve carattere prioritario in ogni azione futura da parte della proprietà.

 

Marco Niccolai, segretario provinciale Pd Pistoia

Paolo Bruni, segretario comunale Pd Pistoia

Enrico Baldi, segretario circolo Pd AnsaldoBreda

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