Alcune riflessioni sulle elezioni comunali di Pistoia

Apprendiamo con dispiacere che alcuni iscritti lasciano il partito e li invitiamo a riconsiderare la loro decisione. Non conosciamo, allo stato, i nominativi di molti di loro mentre dei venti firmatari, per completezza di informazione, corre l’obbligo di ricordare che alcuni di essi si sono iscritti a dicembre 2011, immaginiamo dunque principalmente per supportare la candidatura di Roberto Bartoli, mentre altri non sono più iscritti da anni.
In queste settimane, per senso di responsabilità, abbiamo evitato da parte nostra di alimentare una polemica pubblica fine a se’ stessa, incomprensibile vista la gravità della situazione economica e sociale del Paese. Abbiamo, a differenza di altri, messo semmai tutte le nostre energie nella campagna elettorale per una vittoria del Pd e del centrosinistra, importante sia per un governo locale improntato alla crescita ed alla coesione sociale, sia per il suo significato politico.

Questa volta ci sono state rivolte accuse molto rilevanti, che chiamano in causa la dignità e la onorabilità nostra e del partito che rappresentiamo.
Veniamo definiti come svolgenti una “funzione di salvaguardia unilaterale degli interessi, per lo più personali”,  affermando che vi è un utilizzo del partito “per tutelare interessi e ambizioni privati”.

Invitiamo l’estensore o gli estensori della lettera a dire con chiarezza, se li conoscono, quali “interessi per lo più personali” tuteliamo. Nella lettera non vi sono e, pertanto, queste insinuazioni sono gravi e inaccettabili, proprio perché gratuite e infondate, tese ad un discredito allo stato puro di questo partito, dei suoi iscritti e di chi lo dirige. Esse ritornano al mittente alla stessa velocità di un boomerang.

Riteniamo che il Partito Democratico sia tutto fuorché un far west, in cui sono normali, ad esempio, l’azione di “guerriglia” a bassa o alta intensità che il consigliere Roberto Bartoli ha condotto per cinque anni dai banchi del consiglio comunale verso l’amministrazione uscente, che avrebbe invece dovuto sostenere lealmente come da mandato elettorale, od in cui si mette in discussione l’onorabilità delle persone come strumento di lotta politica. Se mettere uno stop a questi comportamenti è per qualcuno un titolo di demerito, siamo a ricordargli che questa non è certo “buona politica” ma una politica vecchissima e logora, sicuramente non più credibile.
Fatta questa precisazione, dovuta viste le affermazioni mosse contro il partito che rappresentiamo e le nostre persone, ritorniamo con la serenità e l’entusiasmo di sempre a lavorare per la campagna elettorale, discutendo con i cittadini non dei bizantinismi della politica ma dei problemi concreti che li riguardano da vicino. E’ questo che ci chiedono i nostri iscritti ed i nostri elettori. Le polemiche continueremo a lasciarle ad altri.

Marco Niccolai, Segretario Provinciale PD Pistoia
Paolo Bruni, Segretario Comunale PD Pistoia

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