IL VOTO AL TEMPO DELLA CRISI- il mio pensiero sul risultato delle elezioni

Avevo promesso che avrei fatto una riflessione più approfondita sul quadro che emerge dalle elezioni politiche di febbraio.

Voglio mantenere questo impegno pubblicando qua la mia relazione alla direzione provinciale del Pd di Pistoia, in cui ho esposto quali sono i motivi che hanno determinato l’esito di queste elezioni.

Sono varie pagine ma credo che valesse la pena, vista l’importanza di queste elezioni, soffermarsi per bene sulla situazione che stiamo vivendo, perchè credo che questo voto segnali un vero mutamento della società italiana, scossa ormai da anni da una forte crisi economica e sociale.

IL VOTO AL TEMPO DELLA CRISI – il testo del mio intervento

 

Qui alcuni punti che voglio segnalare:

“L’assenza di una maggioranza chiara al Senato impedisce un orizzonte chiaro di governabilità e si pone dunque, come primo tema, quello della nostra responsabilità per l’Italia, non domani ma oggi.  In questo senso la strada prospettata ieri da Pierluigi Bersani nella direzione nazionale mi sembra, ad oggi, l’unica percorribile. Il Partito Democratico è arrivato primo di strettissima misura, ma ha perso, perché non è in grado di offrire una maggioranza di governo autosufficiente. Ha comunque la maggioranza assoluta alla Camera e quella relativa al Senato: ha dunque il diritto ed il dovere di avanzare punti chiari di governo alle forze presenti in Parlamento. Punti orientati, in linea con il messaggio delle urne, al cambiamento.

“Se, dopo il voto del 24 e 25 febbraio, la responsabilità si declina nella parola cambiamento, non può esserci possibilità di condivisione con chi il cambiamento lo ha sempre osteggiato, ovvero il centrodestra PdL-Lega”

Per quanto riguarda il Pd, “le aspettative erano molto diverse e la delusione di ognuno di noi è stata fortissima. I cittadini, in particolare i più colpiti dalla crisi, non hanno percepito e/o ritenuto credibile il nostro messaggio che era davvero incentrato sul contrasto alla crisi economica e sociale del Paese. Questo è ciò che mi rammarica di più”

 “Votare in tempi di crisi significa che non c’è niente di assicurato, di scontato o di scritto a prescindere in tempi di grandi cambiamenti come questi ed in cui tutto è in discussione. I partiti non hanno rendite di posizione ma sono chiamati a conquistare giorno per giorno la fiducia degli elettori. In questo territorio, che pure non è esente dalla crisi economica e dai suoi effetti sociali, il Pd è il primo partito in 20 comuni su 22, in tutti in modo netto, compreso in quelli dove siamo all’opposizione.

A Pistoia occorre “continuare un percorso di forte rinnovamento già intrapreso a livello istituzionale e politico in questi anni. Per noi il rinnovamento è stato sia generazionale, sia con persone non più giovani di età ma nuove alla politica ma anche nel nostro messaggio politico, per affrontare i tempi nuovi e difficili che stiamo vivendo. Se non avessimo iniziato a fare quest’opera di rinnovamento già negli anni scorsi, come dimostrano i dati di altri territori toscani dove questo non è avvenuto con la stessa forza, il nostro risultato sarebbe stato nettamente inferiore.”

Il Pd promuoverà assemblee degli iscritti e simpatizzanti sul quadro che in ogni comune ci consegna il voto. Ci deve essere consapevolezza ad ogni livello del nostro partito, che è ben diversa da una riflessione autoflagellante che non fa mai bene, del fatto che ci troviamo in tempi del tutto nuovi. Non dobbiamo parlare solo di noi ma delle questioni che riguardano la vita dei cittadini in ogni realtà comunale, valorizzando quanto abbiamo fatto dove amministriamo ma innestando elementi di futuro nel nostro messaggio. Un impegno, dunque, non avvitato su di noi ma sulle cose da fare e sui progetti. In Italia e nel nostro territorio, a maggior ragione a Pistoia vista la responsabilità che significa essere primo partito, dobbiamo essere interpreti della sfida del cambiamento.”

 

 

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