Svolta e speranza. In queste due parole il forte risultato di Pescia.

Passati alcuni giorni dall’esito delle elezioni amministrative, provo a fare alcune riflessioni.

Innanzitutto credo si debba sottolineare un dato storico: a Pescia abbiamo riconquistato il Comune dal centrodestra al primo turno e, dal 1993 (data di introduzione della legge sull’elezione diretta dei Sindaci) non era mai successo che un Sindaco fosse eletto al primo turno.

La percentuale così dirompente (63%) dà l’idea di un messaggio forte che è stato inviato dai cittadini alla politica locale.

E’ la richiesta di una rottura, di una netta discontinuità con il passato, anche recente. I cittadini hanno chiesto una svolta ed hanno ritenuto che l’unica proposta politica in grado di rappresentare questo messaggio fosse quella del centrosinistra e del suo candidato a sindaco.

Giurlani, del resto, ha già fatto una campagna elettorale molto nuova per Pescia: è stato mattina, giorno e sera in mezzo alla gente, in modo continuativo e costante. I cittadini erano meravigliati per questo e già questo è un fatto che mi ha fatto riflettere. Giurlani ha rotto il muro di distanza che separava l’Istituzione locale dai cittadini ed i cittadini hanno apprezzato questo stile così prossimo, quando spesso invece la regola era la lontananza e la distanza.

Il centrosinistra ha poi dato messaggi chiari, come ad esempio il no al business park ed il ripartire dalle cose essenziali, come il decoro della città. Ha parlato con un linguaggio di verità: Pescia va ricostruita, basta raccontare che tutto va bene perchè la situazione è difficile. Ma non si è soffermato solo nel dire cosa non andava, ha incarnato anche la speranza di farcela, di aprire una fase nuova.

Svolta e speranza: penso che questo messaggio sia arrivato con chiarezza e ci ha permesso di vincere.

L’aspettativa è grande: come ho detto a tante persone che ho incontrato, non abbiamo la bacchetta magica ma possiamo e dobbiamo subito invertire la rotta. Lo faremo.

Grazie a chi ha scelto il centrosinistra. Un consenso straordinario che significa la richiesta di un impegno straordinario e la forte bocciatura del centrodestra che finora ha governato questo Comune.

Mi sento di dire grazie ad Oreste Giurlani, che ci ha messo non solo la faccia ma soprattutto il cuore in questi mesi e grazie ai miei compagni di strada, ai candidati delle liste del Pd e del centrosinistra. Sia a coloro che non sono stati eletti, sia a quelli che sono stati eletti. Tutti ci siamo mossi per dare il nostro contributo personale a questa svolta e l’impegno di ognuno di noi ha permesso di raggiungere questo storico risultato.

Un  grazie, infine, ai 437 pesciatini che hanno scritto il mio nome sulla scheda.

Sono stato il candidato più votato a Pescia ed in tutta la provincia. Non mi aspettavo questa fiducia così grande e questo mi ha fortemente emozionato!

437 persone che scrivono il tuo nome sulla scheda è una cosa che, ogni volta che ci penso, mi carica di una grandissima responsabilità. Quella di essere all’altezza di un così grande fiducia.

Spero di esserlo. In ogni caso una cosa è certa: ci metterò tutto me stesso, come mi hanno chiesto queste centinaia di cittadini. Proverò, assieme agli altri compagni di strada di questa avventura, a dare il mio contributo.

Ho fatto una campagna porta a porta. Per questo dico grazie a chi ha aperto le porte di casa, a chi mi ha accolto nel suo negozio o nella sua impresa, a chi ha voluto ascoltarmi, a chi mi ha raccontato la propria storia, la propria difficoltà, la propria speranza. Mi avete insegnato molto, prima umanamente e poi politicamente.

Credo che sia utile che chi fa politica faccia un’esperienza così intensa come una campagna porta a porta. Per capire come stanno le cose è molto più efficace di un sondaggio o di numeri. I volti dicono molto di più.

Ho trovato purtroppo anche disperazione, ma mai rassegnazione. Ho trovato una Pescia vitale e che ha voglia di futuro. Penso che dobbiamo mettere in circolo  questa energia e dobbiamo coinvolgere sempre più persone in questo progetto.

Pescia non di pochi, ma di tutti!

Marco

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