Comicent di Pescia: il momento di scegliere

Da luglio 2015 mi sto occupando della vicenda Comicent, facendo una scelta precisa: quella di parlare con i fatti e non con le parole, come spesso avvenuto. Essere concreti in questo caso significa individuare una strada chiara rispetto al futuro dell’attività di mercato e della struttura Comicent. Una strada che manca dal 2007, quando è iniziata la liquidazione del consorzio Comicent.
Ci sarà tempo e modo di discutere delle occasioni che Pescia ha perso in questi anni e delle relative responsabilità. Oggi non voglio entrarci ma voglio rompere la regola che mi sono dato mesi fa. Rompo questa regola perché sono stato contattato da vari operatori e cittadini preoccupati, anche a seguito di alcune interpretazione strumentali che sono state diffuse.
La Regione sta affrontando in queste settimane problemi aperti da anni e anni, nell’ottica di dare sicurezza all’esercizio dell’attività di mercato dei fiori a Pescia.
Come fare? Ci sono alcune proposte sul tavolo, alcune fatte dal Comune e altre dalle associazioni agricole.
Le idee hanno però bisogno di essere valutate dal punto di vista tecnico e finanziario e adesso siamo proprio a questo punto.
La scorsa settimana è stato istituito un gruppo di lavoro con funzionari regionali e comunali che dovrà fare questa verifica appena possibile.
Il lavoro è in corso proprio in questi giorni, con un’attenzione costante da parte dell’assessore Remaschi. Un lavoro difficile, visto che stiamo parlando di temi lasciati aperti per anni e anni, ma in cui è chiara a tutti, Regione in primis, l’importanza dello svolgimento dell’attività di mercato per il settore floricolo a Pescia. Una cosa è certa: difendere lo status quo significa non voler difendere l’attività di mercato; fare delle scelte precise e indicare finalmente dopo anni una direzione chiara di marcia è l’unico modo per dare futuro a questo settore che ha nel mercato un fulcro fondamentale.

Un commento

  • Frediano Pellegrini

    Negli ultimi anni a Pescia e dintorni c’è un ritorno alla coltivazione di prodotti orticoli. Un’attività spontanea e residuale ma che si incanala nella sempre maggiore attenzione ad una diversificazione produttiva, rispetto alle monoculture, ed in una sensibilità nei prodotti a km 0 e dalla immediata tracciabilità. Nell’utilizzo commerciale della struttura ex-comicent non potrebbe trovare spazio un “mercatino sperimentale giornaliero” per produttori orticoli di tutta la valdinievole e lucchesia? (Frediano Pellegrini).

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