Terme di Montecatini: no alla mozione M5S, serve un cronoprogramma e percorso condiviso

Il M5S ha presentato una mozione sulle Terme di Montecatini a cui il Partito Democratico ha dato voto negativo: erano sbagliati i presupposti e gli obiettivi irrealizzabili. Ho espresso in aula le motivazioni a nome del Gruppo PD.
Di seguito alcuni passaggi del comunicato stampa uscito.

«Voglio tranquillizzare subito Bianchi: le acque termali rientrano nel patrimonio indisponibile dello Stato – ha esordito Niccolai – e la legge conferisce ai comuni le funzioni di rilascio delle concessioni ed è quindi giuridicamente impossibili che la proprietà dell’acqua termale venga privatizzata. In quanto alla proposta di far acquisire al comune di Montecatini il 100% delle quote della società, si tratta di una cosa irrealizzabile, visto che il recente decreto sulle partecipate chiarisce che le partecipazioni in attività termali non rientrano tra quelle strategiche, né per i comuni, né per le Regioni.

La Regione ha delineato nel Defr (Documento economico e finanziario regionale, ndr) un percorso che riguarda la cessione delle proprie partecipazione. Occorre – ha concluso Niccolai – che a questo punto sia quanto prima formalizzata un’intesa con relativo cronoprogramma tra i due soci, cioè Comune e Regione, che metta nero su bianco tempi, modi e responsabilità reciproche rispetto a questo percorso, per dare certezze sotto il profilo economico e industriale ad un settore fondamentale per il territorio anche una volta che sia superata la gestione pubblica».

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