Distretti rurali: con la nuova legge, novità importanti per il territorio

La commissione Sviluppo Economico e Agricoltura, di cui faccio parte, oggi ha licenziato il testo della nuova legge regionale sui distretti rurali, che quindi approda in Consiglio per l’approvazione finale. Credo si tratti di un atto molto importante per la provincia di Pistoia, che vede ben tre distretti rurali operativi sui sei operanti in Toscana: vivaistico, floricolo interprovinciale, forestale.
Dopo 13 anni, quindi, facciamo il tagliando ai distretti, partendo anche dal fatto che è venuto meno il ruolo della Provincia alla quale era attribuita di norma la funzione di coordinamento del distretto.
Lo scopo principale è quello di rivedere le norme relative all’organizzazione del distretto, in modo da renderle più funzionali e adeguate al nuovo contesto istituzionale, nonché all’attuale fase socio economica che vede nel mondo agricolo e rurale una opportunità sempre più rilevante di sviluppo del territorio della Toscana. Siamo convinti che lo strumento del distretto sia utile per lo sviluppo e la valorizzazione del territorio rurale e per l’integrazione tra le politiche portate avanti dai soggetti pubblici e privati del territorio. Un punto fondamentale che più volte ci è stato posto era quello delle risorse per portare avanti il progetto di sviluppo alla base del distretto: grazie ad un emendamento che ho presentato in Commissione, la legge ora prevede che la Regione debba destinare, nell’ambito della propria programmazione dedicata all’agricoltura, risorse dedicate a portare avanti gli obiettivi definiti dal distretto. Credo che si tratti complessivamente di un risultato importante che, sono certo, porterà benefici alla crescita dei tre distretti rurali pistoiesi.

In pillole, le novità principali del testo:
– si prevede la costituzione di un’Assemblea di distretto alla quale sono attribuite le funzioni di approvazione del progetto economico territoriale e di verifica della corretta ed efficace attuazione dello stesso;
– viene rivisto il ruolo del soggetto referente del distretto, che potrà assumere qualsiasi forma giuridica (pubblica o privata) e al quale si attribuisce la funzione di predisporre e attuare il progetto economico territoriale e di provvedere all’organizzazione delle attività del distretto;
– il progetto economico territoriale deve essere riscontrabile rispetto ai suoi effetti e dunque si prevede che abbia un orizzonte definito entro i cinque anni, così poter essere compiutamente valutabile nei suoi effetti.
– si introduce la possibilità di revoca del riconoscimento di distretto per favorire una compiuta operatività e qualora via una sostanziale inattività, rinviando al regolamento di attuazione della legge per la definizione delle modalità e dei termini della stessa;
– si confermano la modalità di costituzione mediante accordo e di riconoscimento da parte della Regione sulla base di un progetto economico territoriale.

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