BUONA DOMENICA, UN INCONTRO SPECIALE.

Nei miei tanti incontri sul territorio ho l’opportunità di conoscere persone davvero speciali, le cui storie mi piace raccontare.
Domenica scorsa al pranzo della Misericordia di Pieve a Nievole ho pranzato assieme a Giovanni Iacopini e fin dalle prime battute mi sono reso conto di trovarmi di fronte ad un testimone della storia del nostro Paese.
Pievarino doc, per più di 30 anni cassiere della Misericordia, 95 anni portati splendidamente bene, Giovanni, all’età di 21 anni, è stato deportato per due anni in un campo di concentramento nazista, nell’attuale territorio dell’Austria.
Fu deportato assieme a tanti suoi commilitoni carabinieri il 10 ottobre 1943 a Roma. Il reparto di cui faceva parte aveva combattuto contro i nazifascisti ma, dopo l’8 settembre, aveva deciso di non lasciare Roma ma di rimanere per difendere la popolazione civile e garantire l’ordine pubblico. Un gesto di coraggio che costò a quei carabinieri la deportazione, tra l’altro proprio pochi giorni dal rastrellamento degli ebrei romani, avvenuto il 16 ottobre 1943. Forse, mi diceva Giovanni, “avevano paura che li avremmo difesi”.
A pranzo mi ha raccontato la sua detenzione, le dodici ore di lavoro in quel campo, le drammatiche condizioni di vita e il viaggio di ritorno a casa nel maggio 1945, con la sua preoccupazione per il fatto che, non avendo saputo niente della sua famiglia per 2 anni, temeva che al suo ritorno non avrebbe trovato più nessuno. Invece, per fortuna, non fu così.
“Quando ero giovane ad 80 anni”, mi ha detto alla fine, quando gli ho chiesto di fare una foto ricordo per immortalare il nostro incontro. Giovanni ha vissuto esperienze terribili ma esse non lo hanno piegato. È un testimone del dramma della seconda guerra mondiale ma conserva ancora gli occhi di una persona innamorata della vita. Questa è la grande lezione di vita che mi ha trasmesso: mai arrendersi, non esistono difficoltà insormontabili. Grazie Giovanni!
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