Il nuovo centro Maic: un futuro agli ultimi, con la bellezza

Questa mattina è stato inaugurato il nuovo Centro riabilitazione MAIC a Pistoia. Per riprendere le parole del Presidente Luigi Bardelli: sostenere e dare un presente e un futuro agli ultimi, ma con cose belle.
Proprio come questo splendido centro.

Riporto volentieri un bel post facebook, sentito e appassionato, del Presidente Luigi Bardelli:
“Anche il Vescovo ha voluto esserci. È riuscito a “rubare” qualche minuto ad un importante convegno nazionale che si svolgeva a Pistoia, per venire a portare il suo saluto. Il sindaco Alessandro Tomasi che aveva tagliato il nastro con l’assessore regionale Stefania Saccardi ed il presidente della Provincia. Tutti i dirigenti Asl di Pistoia e della Val di nievole insieme al direttore generale regionale e a tutti i politici impegnati nella nostra comunità. Il prefetto, e le autorità militari. Tante associazioni di volontariato e del terzo settore.
Tanti amici ma soprattutto amici con i quali, a diversi livelli, avevamo iniziato la scelta degli ultimi tanti anni fa. E dovevo parlare con gli occhi bassi perché l’emozione non prendesse il sopravvento. Il loro sguardo evocava storie di entusiasmo, di gioia, di sofferenze, di vittorie.
Poi, c’erano tanti dipendenti MAIC, generosi, come sempre,a fare servizio per mostrare il loro centro insieme ai genitori, ed a volontari, che si confondevano perché consapevoli della stessa Mission. Volontari, futuri dirigenti od operatori di domani, che intanto imparano i fondamentali della relazione, che diventa condivisione, solidarietà, ed inevitabilmente amore, tutto propedeutico per scoprire la vera origine dell’Amore. È lo specifico del volontariato alla Maic. Imparare il servizio. Assumere il disagio ed i bisogni del fratello, farli propri.
Da qui scaturisce la bellezza, che fa belle le cose d’intorno, come il nuovo centro che faceva dire alle centinaia di persone “non ho parole”.
Un regalo alla città. Per la città. Un inno all’importanza della vita, perché non c’é vita da scartare. Perché vogliamo alimentare la speranza che un mondo migliore è possibile.”

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