La mia risposta alla lettera aperta del Comitato per il territorio di Pieve a Nievole

Preferisco parlare con il linguaggio della verità e dell’impegno concreto piuttosto che con quello delle promesse e delle illusioni: quando, nel 2015, ho iniziato il mio mandato di consigliere regionale, il progetto sul primo tratto del raddoppio ferroviario, dunque tra Pistoia e Montecatini, era concluso e perfezionato sotto ogni aspetto burocratico e amministrativo. Solo l’azione dell’amministrazione comunale di Pieve a Nievole, della Regione (in particolare voglio ringraziare per il suo lavoro l’assessore regionale alle infrastrutture Vincenzo Ceccarelli) e dei parlamentari del territorio ha permesso di riaprire una partita che era già chiusa. Un risultato che non è eufemistico, per chi conosce il funzionamento della pubblica amministrazione, definire dunque straordinario.

Ringrazio quindi il Comitato per il territorio di Pieve a Nievole che mi dà la possibilità di ribadire pubblicamente come l’azione che Comune e Regione hanno portato avanti congiuntamente abbia permesso di ottenere importanti cambiamenti rispetto ad un progetto già definito in ogni parte, recependo alcune preoccupazioni emerse dai cittadini: ad esempio il previsto sottopasso, che aveva creato importanti apprensioni di natura idraulica che il Comitato mi aveva espresso, adesso è diventato un cavalcavia con relativo marciapiede.

A questo potremmo aggiungere ulteriori opere sulla viabilità e sui parcheggi (rotonde su via Empolese, zona Minnetti, in cima a via Cantarelle, parcheggio pubblico in via Giusti, passerelle ciclo-pedonali, interventi sul centro del paese) per una somma che supera i 2 milioni di euro di investimenti aggiuntivi a totale carico di Rfi sul territorio di Pieve a Nievole.
Questi sono i fatti e i risultati che abbiamo raggiunto e che, non a caso, hanno portato anche il Movimento cinque stelle in Consiglio Regionale a ritirare una mozione presentata sul tema, appena si è reso conto che era superata dal lavoro che avevamo fatto. Mi piace confrontarmi sulle questioni concrete e non sulle strumentalità che poi vengono smentite dai fatti.

Singolare, poi, essere accusato di non ascoltare i cittadini quando sono, ogni secondo lunedì del mese, a disposizione di chiunque lo desideri a pochi chilometri da Pieve, a Monsummano. Peccato che gli amici del Comitato non siano venuti a trovarmi né lunedì scorso né in quelli precedenti, pur essendo questa opportunità di confronto aperto nota da anni.

Magari non la conoscevano o se ne erano dimenticati, così come hanno scordato di inviarmi la lettera aperta che ho letto pochi giorni fa sulla stampa o come hanno scordato gli interventi aggiuntivi che abbiamo ottenuto per Pieve.
In ogni caso, come dicevano i latini, “repetita iuvant”.

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