I leghisti pensino alle cose concrete invece che a riprendere i nostri parroci

La presunzione dei dirigenti leghisti tocca una nuova punta: adesso si arriva anche a chiedere ad un parroco, don Paolo Tofani di Agliana, di fare “immediatamente mea culpa” rispetto ad alcune affermazioni non gradite fatte durante l’omelia. La libertà d’espressione e la libertà religiosa, visto che stiamo parlando delle affermazioni di un sacerdote che celebrava la Messa, nel nostro Paese hanno i limiti che sono indicati dalla Costituzione e non dai politici di turno, che possono condividere o meno le parole di un sacerdote ma che non possono certo chiedere pubbliche “rettifiche”, come fa il senatore Vescovi. È veramente un fatto inaccettabile; se devono dare prove di fedeltà al loro capo, i parlamentari della Lega lo facciano senza mettere in discussione i nostri diritti e la nostra libertà: che un parlamentare chieda ad un parroco di fare “mea culpa” è una cosa che non può passare sotto silenzio. Vescovi, anziché occuparsi dei nostri parroci, si impegni rispetto a quello che gli compete: ad esempio si batta in Senato affinché non vengano tagliati i finanziamenti per il raddoppio della ferrovia Pistoia-Lucca.

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