Ex Ceppo, necessario che il Comune di Pistoia investa su quest’area strategica

Ecco il testo della nota firmata da me, dal collega Massimo Baldi e dall’assessore regionale Federica Fratoni.

Abbiamo letto i resoconti del dibattito nel Consiglio comunale di Pistoia sulla modifica dell’accordo di programma dell’area ex Ceppo e siamo perfettamente d’accordo con quanto comunicato pubblicamente, alcune settimane fa, dal Gruppo consiliare del Partito democratico di Pistoia.

Già da mesi abbiamo intrapreso un percorso di confronto con la Presidenza, con gli uffici e con l’Azienda sanitaria, sollevando esattamente le criticità messe in luce dai consiglieri del Partito democratico di Pistoia. La questione della messa in sicurezza idraulica dell’area dell’ex ospedale destinata a valorizzazione immobiliare è decisiva e il Comune di Pistoia, che talvolta pare interessato più a scaricare i problemi che non a risolverli, deve farsene carico senza se e senza ma: si sta trattando del futuro di un’area strategica del capoluogo ed è impensabile che il Comune non metta in campo investimenti al riguardo nel proprio bilancio, lasciando tutto all’iniziativa dei terzi. Anche sulla parte storica, sul “Ceppo”, ci sembra evidente che, esaurite le sue funzioni socio-sanitarie, sia impensabile sottrarlo alla disponibilità del Comune e dei cittadini: occorre andare avanti con il percorso già definito nell’accordo vigente, affinché questo immobile che è simbolo della storia di Pistoia appartenga all’unico ente che rappresenta la comunità pistoiese: il Comune.

Infine un appello al Comune di Pistoia, che non riguarda strettamente questo percorso: la questione del Tribunale va affrontata da parte dell’ente che ha funzioni di pianificazione territoriale e urbanistica più di dettaglio, ovvero il Comune.

La modifica dell’accordo di programma del Ceppo metterà necessariamente in campo interventi di variazione degli strumenti di pianificazione urbanistica dell’intero centro città: è il momento che il Comune indichi, nei propri strumenti urbanistici, una direzione chiara e precisa rispetto alla futura collocazione degli uffici giudiziari, che riguardano non solo la città ma l’intera comunità provinciale. La Giunta Tomasi ha il dovere di indicare una strada chiara sulla loro ubicazione, perché senza essa è impossibile chiamare in causa in modo credibile il Ministero della Giustizia rispetto alle sue responsabilità al riguardo.

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