Distretto florovivaistico: l’intuizione è valida, ma tutti la vogliono?

Nella presa di posizione del capogruppo di Forza Italia Marchetti c’è il riconoscimento, seppure tardivo perché avviene a due anni di distanza dall’approvazione della riforma dei distretti rurali, di un’intuizione giusta della Regione e della sua maggioranza di governo. Due anni fa, quando approvammo questa legge, fummo criticati dall’opposizione ma oggi invece constatiamo questa positiva “conversione”. Marchetti però dimostra non di non avere il quadro chiaro della situazione. I distretti rurali esistenti alla data di approvazione della legge, tra cui quello floricolo Pistoia e Lucca, dovevano adeguarsi alla nuova legge entro un anno dall’approvazione del Regolamento di attuazione, dunque entro l’aprile 2019. in quella sede dovevano individuare il soggetto referente, che porta avanti concretamente i progetti e gli obiettivi del distretto.
La Regione è sempre in attesa di capire se i soggetti partecipanti all’accordo da cui è nato appunto anni fa il distretto floricolo ritengono di andare avanti in questa esperienza oppure no ed ha già sollecitato una risposta in questo senso. Sicuramente il primo soggetto ad esprimere una valutazione ed una posizione chiara dovrebbe essere il Comune di Pescia, per l’incidenza del settore nel suo territorio e visto che è il proprietario del mercato dei fiori. Se si vuole andare avanti con questa esperienza occorre che i soggetti partecipanti formalizzino il loro orientamento secondo quanto prevede ormai da due anni la legge regionale e certo la Regione, che ha voluto rilanciare lo strumento dei distretti nonostante varie critiche, non pone nessun ostacolo al riguardo. La Regione tre anni fa con un intervento straordinario di 3 milioni di euro per il mercato dei fiori di Pescia ha impedito uno shock al settore floricolo che si sarebbe concretizzato a causa della perdurante assenza di scelte da parte delle varie Amministrazioni Comunali che si sono succedute a Pescia negli anni; nella legge regionale sui distretti rurali ho poi personalmente proposto una norma che prevede che la Regione inserisca premialità per i progetti che vengono dai distretti rurali ed infatti recentemente è uscito un bando di 5 milioni di euro riservato ai progetti dei distretti rurali. Le opportunità per i distretti ci sono, dopo 2 anni dall’approvazione della legge regionale è arrivato il momento che i soggetti costituenti il distretto floricolo dicano se sono convinti di questo strumento oppure no. Noi ci crediamo, sennò non avremo rilanciato i distretti rurali e finanziato i loro progetti.
Questo è il mio pensiero riguardo alla presentazione di una mozione di Forza Italia sul futuro del distretto interprovinciale floricolo Lucca-Pistoia.

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