Pescia, piano operativo comunale. Niccolai (PD) interroga la Giunta regionale: “Una grande colata di cemento su un territorio già provato”

“Il nuovo Piano Operativo del Comune di Pescia rischia di aggravare il sistema dei servizi cittadini generando ulteriore pressione urbanistica anziché pianificare un riordino sensato delle funzioni come invece sarebbe utile e auspicabile – commenta Marco Niccolai, consigliere regionale, illustrando l’interrogazione che ha presentato alla Giunta Regionale –. Pensare di superare le criticità di Pescia, su tutti i necessari interventi di adeguamento delle opere di difesa idraulica e di salvaguardia paesaggistica, ampliando al massimo possibile le superfici edificabili è quanto meno preoccupante. A questo si aggiunge la perplessità sui tempi e sulle modalità per l’eventuale realizzazione degli interventi di potenziamento e adeguamento delle reti infrastrutturali che, non è chiaro, se siano o meno condizione necessaria per la nuova edificazione prevista. Non risulta poi una stima economica degli interventi di urbanizzazione necessari a tale incremento edilizio (viabilità, fognature, acquedotti, impianti di depurazione e sottoservizi) e non è chiaro se gli oneri di urbanizzazione e le convenzioni urbanistiche siano sufficienti a coprire le spese per il potenziamento e l’adeguamento di tali infrastrutture, dato che si tratta di un Comune interessato da una situazione di predissesto finanziario”.

Il Piano Operativo prevede per l’intero territorio la realizzazione di 60.859 mq di nuove costruzioni residenziali o assimilate con nuovo impegno di suolo e cioè, di fatto, il massimo dimensionamento consentito dal Piano Strutturale approvato il 31 gennaio 2012, a cui lo stesso Niccolai si era opposto in Consiglio comunale. 

“La preoccupazione – prosegue Niccolai – vale in particolare per la cospicua nuova edificazione residenziale con previsioni molto impattanti ad Alberghi e Pescia Morta dove, peraltro, storicamente ci sono sempre stati problemi idraulici di contenimento delle acque. Un’operazione che sposta definitivamente il baricentro della città a sud andando a vanificare, nella sostanza, il possibile recupero del centro storico e delle aree limitrofe ed incrementando fenomeni di desertificazione delle funzioni residenziali e commerciali oggi presenti nel centro storico e la conseguente chiusura degli esercizi commerciali esistenti e dei servizi alla popolazione. A Collodi, poi, si ripropongono in modo subdolo elementi essenziali della variante bocciata dalla Regione e della Province saturando con nuove costruzioni i pochi spazi rimasti liberi. Si prevedono anche per la zona di Veneri nuovi insediamenti con ingente consumo di suolo, 11.125 mq pari a circa180 appartamenti o attività similari. Infine, va rilevato che questo documento ignora quasi completamente il centro storico perdendo una grande occasione di recupero e manutenzione della memoria cittadina. Per tutto questo ho deciso interrogare la Giunta regionale al fine di sapere se siano o meno a conoscenza del documento e della strada che ha scelto di intraprendere il Comune di Pescia”.

Puoi scaricare il testo dell’interrogazione qui IS2431

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