Adsl, ai cittadini interessa conoscere qualcosa di concreto

 Filed under: Collodi-Ponte all'Abate,L'impegno in Consiglio Comunale,Pescia — Marco Niccolai @ ago 19th, 2010

Continua il confronto sulla stampa locale rispetto alla vicenda Adsl.

Al tema che ho posto con chiarezza con la mozione di qualche settimana fa (e che sarà discussa in consiglio comunale il prossimo 7 settembre) il consigliere delegato Ricciarelli ha risposto.

Diciamo meglio, ha detto alcune cose inerenti l’argomento ma non ha ancora affrontato l’interrogativo che si fanno i cittadini:

dopo San Gennaro e Lappato, quando arriva il turno di Collodi e Veneri per l’ADSL via rete fissa? L’Amministrazione sa qualcosa di concreto al riguardo?

Come sempre pubblico sul blog la mia risposta all’ultimo intervento di Ricciarelli.


Il consigliere Ricciarelli continua a mostrare nervosismo sulla vicenda ADSL ed utilizza un copione ormai consumato, cioè quello di attribuire alla precedente Amministrazione responsabilità che non ha.
Ci sarebbe da chiedersi come mai l’allora opposizione di centrodestra non ha mai posto il tema con forza all’ordine del giorno, scegliendo la strada del solito assordante silenzio.
La routine dei rimpalli di responsabilità continua ormai da più di un anno dall’insediamento della Giunta Marchi e i cittadini comprendono che, dopo tutti questi mesi, questo è solo un modo, assai debole tra l’altro, per mascherare l’immobilismo che contraddistingue questa maggioranza.
Rispetto alla vicenda ADSL, in tanti interventi il consigliere Ricciarelli ha parlato di tutto eccetto del tema che ho posto: dopo San Gennaro e Lappato, Telecom Italia quando ha intenzione di assicurare la copertura del servizio ADSL via rete fissa a Collodi e Veneri? L’Amministrazione pesciatina sa qualcosa di concreto al riguardo? Molto semplicemente questo chiedono i cittadini.

 Adsl via cavo, se ne parla dopo un anno di silenzio

 Filed under: Collodi-Ponte all'Abate,L'impegno in Consiglio Comunale,Various — Marco Niccolai @ lug 28th, 2010

Vi ricordate la mia mozione sull’ADSL a Collodi e Veneri?

Il Consigliere Ricciarelli, che ha la delega del Sindaco su questi argomenti, l’ha definita “insensata e inopportuna” sul giornale di domenica scorsa.


Veramente singolare la risposta che mi è stata data: in sintesi l’Adsl c’è, ma col wi-fi. Tutti lo sanno ed io lo avevo scritto, ma nella mozione parlavo di quella via rete fissa.

Ecco la risposta a Ricciarelli, inviata alla stampa locale.

Il consigliere Ricciarelli forse non ha letto il testo della mia mozione, in cui ho fatto sempre attenzione a precisare che in varie frazioni del nostro territorio è assente il servizio ADSL via rete fissa, mentre quello wi-fi è comunque assicurato grazie alla Regione Toscana.

I cittadini non capiscono come mai Telecom Italia tenga fuori Collodi, Veneri ed altre frazioni da un servizio che è ormai assicurato su gran parte del territorio nazionale.

Se l’Amministrazione ha preso contatti con Telecom tanto meglio; di questi sforzi e di eventuali risultati i cittadini non hanno saputo nè visto niente e proprio su sollecitazione di tanti di loro è nato il mio intervento, per mettere ancora all’attenzione un tema che sembrava dimenticato.

Ci è voluta una mozione per sapere qualcosa al riguardo, dopo un anno di silenzio sull’argomento da parte dell’Amministrazione Marchi (questo sì è davvero inopportuno).

L’unica cosa insensata, semmai, è il tono così irato della risposta del consigliere Ricciarelli, a cui consiglierei di affrontare con chiarezza e serenità il merito delle questioni.


 Quando l’Adsl via rete fissa a Collodi e Veneri? Il Comune si attivi

 Filed under: Collodi-Ponte all'Abate,L'impegno in Consiglio Comunale — Marco Niccolai @ lug 19th, 2010

Nelle scorse settimane anche alcune zone confinanti del Comune di Capannori (San Gennaro e Lappato) sono state raggiunte dal servizio di connessione internet ADSL tramite rete fissa.


Collodi e Veneri, insieme ad altre zone del territorio pesciatino, sono ancora escluse da questo servizio che cittadini e imprese chiedono ormai da anni con raccolte di firme e petizioni.


Telecom Italia ha sempre, come i fatti dimostrano, deciso di non ascoltare
questa richiesta e questo è inspiegabile, visto che stiamo parlando di zone
residenziali e con diverse attività produttive.


Se le zone confinanti del Comune di Capannori sono state coperte dal servizio, significa che adesso Telecom Italia sta facendo nuovi investimenti sulla rete telefonica.

E’ quindi il momento che il Comune di Pescia torni nuovamente a chiedere con forza al gestore della rete di adeguarla così da rendere accessibile questo essenziale servizio.

Per questo ho presentato una mozione in Consiglio Comunale  per chiedere che l’Amministrazione si faccia subito portavoce delle richieste di tanti cittadini e imprese verso Telecom Italia.

Nella mozione ripercorro un po’ i vari passaggi e la situazione attuale.

Nel prossimo Consiglio Comunale, con la mozione, discuteremo di questo tema e capiremo cosa l’Amministrazione vuole fare concretamente in questo senso.

Scarica il testo della mozione


 Le vere ambiguità della destra e dei suoi alleati

Il precedente intervento del Pd pesciatino sul cambio di provincia (pubblicato anche qua) è stato molto efficace, visto che hanno risposto in molti.

Nelle loro repliche, però, non sono mancate le solite inesattezze. Ecco quindi che ho voluto fare qualche precisazione e qualche domanda…

Il numero ed il tono così forte delle risposte all’intervento del Pd di Pescia danno bene il segno di quanto siano state efficaci le argomentazioni dei nostri ultimi interventi.

Non mi dilungo nel rispondere alle deboli argomentazioni di Pescia Democratica, la cui nuova ragione sociale ora è il cambio di provincia! Visto che si profila l’ennesimo fallimento per le loro iniziative, aspettiamo quale sarà la prossima.

Sia ben chiaro, però, che non accettiamo lezioni o giudizi dai “dirigenti” di questo partito, né sulla qualità della nostra opposizione né tanto meno su chi la sta portando avanti in consiglio comunale, a maggior ragione se questi giudizi vengono da chi non conosce cosa sia il rispetto degli impegni presi di fronte agli elettori. Pescia Democratica fa un’opposizione tutta di “carezze” all’attuale Amministrazione; d’altra parte non sarebbe credibile nel compiere un’opposizione puntuale come quella del Pd, visto che ha dato un contributo fondamentale alla destra per consentirle di vincere le elezioni e continua ad inventarsi ogni questione pur di non parlare dell’immobilismo dell’Amministrazione Marchi, di cui è quindi, non con le parole ma con i fatti, un prezioso alleato.

E’ bene invece stare sulle cose concrete, in questo caso il nostro ospedale ed il suo futuro.

In queste settimane si sono susseguiti fatti importanti: nove Sindaci della Valdinievole hanno dichiarato che per un nuovo ospedale Pescia ha la priorità. Gli operatori sanitari, in questo caso tutti i primari, si sono schierati a favore di tale ipotesi. Il direttore generale dell’Asl ha dichiarato che per un nuovo ospedale le risorse ci sono e che andranno avanti i lavori sull’attuale nosocomio.

Un quadro più che favorevole, forse insperato solo poco tempo fa.

A Pescia prima la destra ha alimentato paure infondate in vista delle regionali, promuovendo anche una manifestazione contro l’idea di un nuovo ospedale. Ieri il Sindaco, dopo alcuni mesi di silenzio, ci ha finalmente ripensato e si è dichiarata favorevole alla proposta di un nuovo ospedale, avanzata nei mesi scorsi dai Sindaci e dal Pd della Valdinievole.

Non è che con le dichiarazioni di ieri le nubi, però, non siano ancora diradate del tutto.

L’assessore Conforti nella scorsa settimana, infatti, ha proposto, per il nuovo presidio, l’idea dell’ospedale “spezzatino”: il pronto soccorso in una zona, i reparti in un’altra. Idea veramente incredibile, visto che i nuovi ospedali sono tutti monoblocco e molti criticano quelli, e sono  ancora vari, che hanno plessi divisi. In caso di emergenza, il paziente prima si porta al pronto soccorso e poi si trasferisce ad un reparto lontano chilometri?!

La fantasia non manca ma la questione è molto seria, dato che stiamo parlando della salute dei cittadini.

A questo punto è bene fare alcune semplici domande al Sindaco: questa è la posizione dell’Amministrazione o quella personale dell’assessore Conforti?

Il Comune vuole portare la proposta di Conforti al confronto con i Comuni della Valdinievole, come l’idea di Pescia per un nuovo ospedale?


Il Pd ha avuto una posizione chiara, coerente e, come dimostrano i fatti, molto convincente, visto che anche il Sindaco ha dovuto aderirvi; la destra continua invece ad avere varie ambiguità, che forse sono proprie dovute al fatto che nella maggioranza ci sono idee diverse su temi così decisivi per il nostro futuro.

Marco Niccolai

coordinatore comitato di reggenza Pd Pescia


 Passaggio di provincia, oltre la demagogia guardiamo la realtà

Come Ufficio di Coordinamento del Pd di Pescia abbiamo scritto questa breve nota sul tema del cambiamento di provincia, una discussione che è nata nelle ultime settimane.

Eccone il testo.

Mentre l’attenzione delle famiglie e delle imprese in questo momento va tutta verso gli effetti della crisi economica e della manovra finanziaria, c’è chi preferisce impegnarsi sul cambiamento dei confini provinciali. Una soluzione venduta come il sollievo di tutti i problemi di Pescia. Non volendolo considerare il principale degli argomenti, “tralasciamo” per un attimo le considerazioni sul procedimento giuridico, assai lungo e dispendioso,  analizzando le demagogiche e soprattutto inesatte argomentazioni dei promotori. Per brevità, dato il lungo elenco, non si può parlare di tutte, ma sicuramente la più originale è quella di collegare “provincia” con il nostro ospedale.

Come tutti sanno, infatti, le province hanno zero competenze in materia di sanità, perché questa spetta alla Regioni. Non si capisce cosa c’entri con l’ospedale cambiare l’amministrazione provinciale, anche se qualche effetto ciò l’avrebbe. Immaginiamoci Pescia in provincia di Lucca: l’ospedale di Pescia non sarebbe più quello della Valdinievole ma il secondo della Piana Lucchese. Tra pochi anni, nella periferia di Lucca rivolta verso la nostra zona, avremo un ospedale modernissimo e monoblocco. Sorgono alcune domande: l’Asl 2 di Lucca farebbe, in tempi di “tagli” continui, adeguati investimenti sul nostro presidio, che si trova a 15 km di distanza? Oppure il nostro presidio rischia di fare la fine dell’ospedale di Barga, ormai ridotto ad un pronto soccorso con qualche reparto, nonostante sia lontano più di 30 km da Lucca? Certo è che il nostro ospedale non sarebbe più, come invece avviene adesso, il punto di riferimento per gli undici comuni della Valdinievole, con nove Sindaci che hanno dichiarato pubblicamente che, anche per un nuovo Ospedale, Pescia ha la priorità per la localizzazione.

Chi prima a parole difende l’ospedale propone adesso uno scenario che gli darebbe  un definitivo ko.


In questo quadro brilla il silenzio di Roberta Marchi. Un silenzio imbarazzante e imbarazzato, visto che alcuni suoi autorevoli supporter e un assessore della Giunta sostengono il passaggio a Lucca. Un imbarazzo che immaginiamo avrà quando chiederà contributi per Pescia (con quale autorevolezza?) o si siederà, da vicepresidente della Società della Salute, con i suoi colleghi, rappresentando anche una parte della sua maggioranza che vuole portarci al totale isolamento e all’irrilevanza in Valdinievole. Il Sindaco dovrebbe superare il suo imbarazzo e dire cosa ne pensa.

Dall’altra parte c’è una ”opposizione” che, invece di incalzare la Giunta Marchi su quello che non sta facendo, per non far vedere l’immobilismo di questa Amministrazione dirige l’attenzione su temi irrilevanti sulla vita concreta dei pesciatini, visto che non stiamo parlando di aderire ad una provincia autonoma come Trento e Bolzano e che quindi un cambiamento avrebbe effetti 0 in termini di vantaggi per le imprese e per i cittadini.


Le numerose e partecipate iniziative pubbliche che abbiamo promosso come Pd in questi mesi, anche sullo sviluppo economico, ci dicono che per Pescia non è tempo dell’isolamento in cui ci vorrebbero portare gli “isolazionisti”, ma che abbiamo talenti e potenzialità ancora inespresse che dobbiamo spendere e far valere oltre il nostro confine locale, non chiudendoci in noi stessi ma giocando con un ruolo da protagonisti per l’ elaborazione di tutte le politiche di sviluppo comprensoriali e provinciali.

Chi vuole il nostro isolamento dimostra proprio di non credere nelle potenzialità di Pescia e del suo territorio.

Ufficio di Coordinamento Partito Democratico di Pescia