Il coraggio di Veltroni

 Filed under: La copertina del sito — Marco Niccolai @ gen 20th, 2008

Domenica 20/01 – L’esame è andato, con mia grande sorpresa, nel modo migliore possibile. Un risultato veramente inaspettato oltre ogni più rosea previsione. Un risultato che viene dopo un periodo di stop quasi generalizzato, anche per il sito. Ma da oggi si riparte!

Si riparte bene. Sono molto contento per le parole di Veltroni di ieri: “Il Pd andrà da solo alle elezioni, indipendentemente da ogni legge elettorale. Berlusconi abbia lo stesso coraggio”.

Devo dire che ancora una volta Veltroni sa interpretare gli umori di tante persone. Nella mia campagna per le primarie in tanti mi avevano manifestato la loro insoddisfazione per il sistema politico nazionale. Alleanze contro, non per. Un’Unione sempre più litigiosa, da Rifondazione all’Udeur, in cui ogni giorno c’è una lite su ogni parola o dichiarazione. Una destra che vede la Lega che vorrebbe usare il tricolore in bagno con AN. Casini che dice di Berlusconi che in cinque anni ha fatto i suoi “interessi personali più di quelli degli italiani”.

Decidere è difficile. Le decisioni sono il frutto di compromessi tra più forze, più persone, più sensibilità. Tutto normale, se però il livello di litigiosità non fosse tale che ciò impedisce di portare avanti una politica seria e di adottare le decisioni di cui ha bisogno un’Italia spesso bloccata da minoranze, corporazioni, veti incrociati. E’ questo di cui la gente è stanca.

Le parole di Veltroni sono una svolta. Il Pd nasce per incarnare la voglia di cambiamento. Vuole farlo con chiarezza, senza sconti o mezze misure, compromessi, senza essere ostaggio di mini partiti intenti a garantirsi più che a fare scelte coraggiose, come le vicende dell’ultima settimana dimostrano.

Quella di Veltroni è una scelta coraggiosa. Una scommessa, con un rischio anche alto. Ma di fronte ad una politica tattica, del giorno per giorno, bloccata nelle decisioni, questa è l’unica strada possibile.

E Berlusconi? Avrà lo stesso coraggio o preferirà essere ancora alleato, pur di vincere ad ogni costo, con alleati che in questi mesi gli hanno dimostrato tutta la loro più bassa considerazione?


 Change, we can believe in

 Filed under: Riflessioni — Marco Niccolai @ gen 8th, 2008

Martedì 8 gennaio- Oggi nessun mio commento ma un brano del discorso tenuto da Barack Obama dopo la vittoria in Iowa, in cui trovo spunti molto interessanti. Lo lascio alla mia e alla vostra riflessione…

“Per tanti mesi siamo stati canzonati, derisi persino, per aver parlato di speranza. Ma abbiamo sempre saputo che la speranza non è cieco ottimismo.
Non è ignorare l’enormità delle sfide davanti a noi o gli ostacoli che ci si pongono davanti lungo la strada. Non è mettersi da parte o ritrarsi da una lotta. La speranza è quella cosa dentro di noi che insiste, nonostante tutto sembri negarlo, sul fatto che c’è qualcosa di meglio che ci attende, se avremo il coraggio di tendere la mano e lavorare e lottare per esso.

La speranza, la speranza è ciò che mi ha portato qui oggi. Con un padre kenyota, una madre del Kansas e una storia che poteva succedere solo negli Stati Uniti d’America. La speranza è il letto roccioso della nostra nazione. La convinzione che il nostro destino non verrà scritto per noi, ma da noi, da tutti quegli uomini e donne che non si accontentano di adeguarsi al mondo così com’è, che hanno il coraggio di ricostruirlo come dovrebbe essere.”

Una spiegazione del senso più profondo e bello del perchè fare politica.


 La strage infinita

 Filed under: La copertina del sito — Marco Niccolai @ gen 3rd, 2008

Giovedì 3 gennaio 2008 – La prima copertina di questo nuovo anno, purtroppo, la devo dedicare alla strage di Torino.

Sì, una strage. Quando sul loro lavoro muoiono sette persone, non è una strage?

L’ultimo morto del rogo alle Acciaierie di Torino aveva un anno solo più di me e ovviamente questa notizia mi ha colpito doppiamente. Una vita stroncata quasi al suo inizio, nel compimento del dovere quotidiano.

Le inchieste faranno luce sulle responsabilità di un evento così tragico. La magistratura ha, sempre, la mia piena fiducia e ancora di più quella di Torino, tradizionalmente attenta ai problemi connessi alla sicurezza sul lavoro. Certo però che i processi mai ridaranno questi operai ai loro cari.

Il problema è che ancora troppo pochi sono i controlli sui luoghi di lavoro. C’è da fare di più, perchè non aumentando gli organici e introducendo pene più severe?

Ma manca ancora, forse, anche una cultura generalizzata della sicurezza del lavoro. Le protezioni, ad esempio, che alcune persone vedono quasi come degli “impacci”, possono salvare la vita.

Beh, non mi dilungo più. Il mio pensiero e la mia solidarietà alle famiglie dei sette operai di Torino e a tutte le famiglie che hanno un caro morto nel compimento del proprio dovere.

L’inaccettabile strage infinita, nel nostro Paese, è quella delle morti bianche.