Il valore della vita
Mercoledì 27 febbraio – E’ sempre brutto leggere di una ragazza uccisa.
Mi fa ancora più riflettere quando è una ragazza che ha un solo anno più di me.
Mi fa ancora più pensare il contesto e le modalità veramente atroci e orribili in cui è stato compiuto l’omicidio.
Modalità fredde, terribili…
Sto parlando di Oksana, la ragazza lituana di Montecatini uccisa e chiusa nel suo trolley. Solo lo scrupolo di una pensionata di Serravalle ha consentito che questo orrendo crimine venisse alla luce, altrimenti forse questa ragazza sarebbe scomparsa nel nulla, insieme ai rifiuti che erano nel cassonetto.
Si potrebbero fare tante riflessioni, anche sulla situazione di Montecatini. Oggi però mi voglio fermare ad una considerazione.
Il fatto che il cadavere sia stato buttato in un cassonetto non è solo un modo, per l’assassino, di disfarsi del corpo.
E’ anche putroppo il segno che ancora troppe volte la vita diventa merce, che le persone diventano oggetti, per soddisfare istinti, pulsioni, egoismi di altri.
E come un oggetto, alcune volte, può finire in un cassonetto.
Dignità della vita, di ogni vita, dignità della persona… Sembrano concetti astratti oppure conquiste assodate nella nostra società, ma non è così.
Mettere al centro la persona in quanto, tale indipendentemente da ogni altra considerazione o qualità è ancora, dopo centinaia di anni, la più grande rivoluzione per ogni società.


