Il valore della vita 2

 Filed under: La copertina del sito — Marco Niccolai @ mag 23rd, 2008

Da Lucca Sette del 2005 un mio artiicolo sulla vicenda della ragazza 14enne violentata nella zona lucchese da vari giovani…

“In questi giorni, sulla stampa locale, abbiamo letto una vicenda davvero triste e significativa della nostra realtà attuale. In breve, ecco i fatti. Ben ventisei ragazzi della zona della Valdinievole e del Capannorese, sono accusati di aver abusato sessualmente di una ragazza sedicenne con problemi psichici, residente nella Valdinievole, in più occasioni. Da segnalare che ben 20 di loro sono minorenni. E’ stato un controllo dei carabinieri a far venire fuori questa storia, di cui si stanno occupando ben tre procure della Toscana, tra cui anche quella di Lucca. Tralasciamo, in questa sede, altre circostanze che aggravano ancora di più la situazione, di cui si occuperanno le autorità competenti. Fa meraviglia leggere sulla cronaca locale fatti che segnalano un vero e proprio degrado nella nostra realtà. Purtroppo, periodicamente, questi fatti avvengono in altre zone del nostro Paese, zone che hanno, magari, gravi problemi economici o presentano un elevato degrado sociale. Difficilmente, ci saremmo immaginati di leggere questi fatti nella nostra tranquilla zona.

Questa vicenda fa riflettere sotto diversi aspetti e non può passare inosservata. La prima domanda da porsi è se fra ben 26 giovanissimi nessuno si sia reso conto della gravità di ciò che stava accadendo. Sembrerebbe di no! Infatti il numero così elevato si spiega grazie al fatto che era iniziato un “passaparola” sulla ragazza in questione e, quindi, questa situazione probabilmente si protraeva da lungo tempo. E se non fossero per caso intervenuti i carabinieri, forse sarebbe continuata. Questa ragazza è stata usata come merce a “servizio” di più di venti persone. Valori come la dignità umana, il rispetto della persona, dove sono andati a finire? Non ci si fanno più alcun tipo di scrupoli? Tante volte, sembra di osare parlando del bisogno di quei veri valori che la nostra società sta perdendo. Fatti di questo genere dimostrano proprio questo, segnalano un’involuzione generale. Ciò è ancor più grave quando i protagonisti sono ben 20 ragazzi giovanissimi. Qual è l’educazione che ricevono? Cosa ha trasmesso loro il mondo in cui crescono? Che non ci possono essere limiti, che si può fare tutto?! Alcuni hanno segnalato che, in questa storia, i ragazzi agivano in “branco”, come a dire che così avevano perso i limiti, dandosi forza a vicenda. Ben 26 persone tutte sottomesse ai loro “branchi”, senza alcuna personalità?!

La ragazza, avvicinata davanti ad una discoteca, aveva problemi di salute mentale per cui era in cura. La sua famiglia dov’era? I servizi sociali hanno fatto tutto il possibile? Nessuno si è accorto di niente, solo i carabinieri in un controllo!

Da qualunque lato si guardi, questa è una storia di degrado sociale, in cui forse i colpevoli sono a loro volta vittime di un contesto sociale che sembra generalmente aver perso la bussola. L’individualismo imperante sembra impedire non solo di capire le ragioni degli altri, ma anche di rispettare l’altro, anche fisicamente.

Invece di vedere solo i dati economici di un territorio, sarebbe bene dare anche uno sguardo alla sua situazione sociale. Il disagio, giovanile e non solo, non manca nelle nostre ricche e prospere zone. Ma ciò non toglie che, forse, ci sia una grande povertà, non certo esteriore e materiale ma di valori e di principi che dovrebbero essere basilari. Questi fatti di cronaca sembrano segnalarci, dispiace dirlo, un imbarbarimento che è ancor più preoccupante per il fatto che ne sono protagonisti dei giovani, che sono il futuro della società ma che, da essa, ricevono molte volte solo esempi e modelli negativi.

Marco Niccolai


 Berlusconi soffre i cattolici

 Filed under: La copertina del sito,Riflessioni — Marco Niccolai @ mag 18th, 2008

Che dire? Non occorre commentare l’editoriale di Famiglia Cristiana di questa settimana, basta leggerlo… Qua sotto alcuni stralci.

“Non era mai accaduto nella storia della Repubblica, da De Gasperi a Prodi. È questa la vera svolta del Berlusconi IV: nel Governo non c’è un solo ministro cattolico dichiarato. Neanche uno che sia espressione di associazioni e movimenti le cui radici affondano nella dottrina sociale della Chiesa. Non ci sono più i comunisti, ma sono scomparsi anche i cattolici. Se Veltroni ha risolto d’un colpo la sovrabbondanza dei partiti, Berlusconi con l’esclusione di Casini e dell’Udc ha semplificato la storia di una Repubblica cresciuta nel segno della Dc.

Il Cavaliere soffre della sindrome dei cattolici. Ritiene che i “se” e i “ma” sulle questioni etiche (dalla vita alla famiglia, dalla pace all’ambiente, dalla giustizia alla legalità, dalla sicurezza all’immigrazione) possano rallentare il cammino del suo Governo, di basso profilo ma fortemente compatto, perché alla competenza si è preferita la fedeltà. Così, nonostante le resistenze, Alfano va alla Giustizia, e Schifani, da gregario, diventa la seconda carica dello Stato.

Ma davvero i cattolici sono inaffidabili? O la loro moderazione è un sano antitodo alla voglia di usare più i muscoli che la ragione? Non stiamo parlando di riserva indiana o di quote rosa: i cattolici sono ben radicati nel Paese e sanno conciliare le ragioni della politica con quelle dell’etica cristiana. In campagna elettorale Berlusconi s’è distinto per l’”anarchia dei valori”: di aborto e Dico non si doveva assolutamente parlare, mentre sugli immigrati nessuna remora all’arrembaggio.

È esattamente ciò a cui stiamo assistendo, in questi giorni, con l’effervescenza di Maroni, che a problemi seri (sicurezza e immigrazione) propone soluzioni semplicistiche, sull’onda dell’emotività. Che ne dice il competente Tremonti sul costo dell’espulsione degli immigrati clandestini e la totale scomparsa delle badanti? Se al Governo ci fossero stati Pisanu, Lupi o Formigoni avrebbero posto qualche interrogativo. Ma il Cavaliere e il principe leghista non li hanno voluti. Pisanu, in passato, s’era opposto alle bellicose intenzioni contro i “clandestini” in mare, che per lui erano invece “naufraghi da soccorrere”. E non parlava solo da cristiano, era l’espressione di una politica fondata sulla dignità umana, cui la classe dirigente cattolica e democratica era stata educata.”


 Il valore della vita

 Filed under: La copertina del sito — Marco Niccolai @ mag 16th, 2008

Venerdì 16 maggio – Ieri sera leggevo il giornale. Mi sono imbattuto nella cronaca dell’orrendo assassinio di Lorena, una ragazza siciliana di 14 anni strangolata con un filo da televisione da tre ragazzi di 14, 16, 17 anni.

Il racconto del primo che ha confessato ha veramente dell’agghiacciante. Per la freddezza. Per la brutalità. Per l’omicidio deciso via sms.

Per come ha raccontato gli ultimi momenti di vita di quella povera ragazza.

La giustizia farà il suo corso. Spero che le pene siano severe come un fatto del genere, anche se commesso da minorenni, merita.

Intanto la domanda che continuo a farmi è quanto conta il valore della vita nel nostro tempo.

Poco, a vedere questi fatti e, ad esempio, l’uccisione di Nicola Tomasselli a Verona o quella di Meredith a Perugia.

Se ci fosse maggiore consapevolezza della dignità della vita, del rispetto che è dovuto ad ogni persona solo per il fatto che è tale,…

Pensare che una persona non è mai un mezzo, un oggetto, uno strumento, un giocattolo, un numero, una parentesi.

Pensare che la vita è il dono più grande, anche nei momenti più difficili. La nostra e quella degli altri. Un dono da difendere, da promuovere, non da sopprimere, da non violare mai, per propri egoismi, istinti,…

Mettere al centro la persona, questa è la vera rivoluzione.

Meredith, Nicola, Lorena,… Giovani vittime di altri giovani. Perchè?


 Non dimentichiamo… 30 anni dalla morte di Aldo Moro

 Filed under: La copertina del sito,Partito Democratico — Marco Niccolai @ mag 9th, 2008

 Al ritorno da Berlino

 Filed under: Various — Marco Niccolai @ mag 9th, 2008

7 maggio 2008- Da poche ore sono tornato a casa dal viaggio nella capitale tedesca. Sono stati giorni molto intensi, anche stancanti: ogni giorno tante cose da vedere, tanti luoghi da visitare, tanto cammino da fare, tanti volti da incontrare… Ma sono ststi giorni bellissimi. Berlino è una città speciale. Ha vissuto gli orrendi totalitarismi del secolo scorso: ha in sè il ripudio plateale e chiaro del Nazismo e porta le ferite del comunismo, essendo simbolo della guerra fredda con il suo muro. Ha in sè varie testimonianze di questo passato e della morte che queste ideologie hanno portato con sè. Ma è anche una città proiettata verso il futuro: 8 linee di metropolitana, sempre efficiente e pulita rendono agevole spostarsi in essa. Per non dire delle bellissime realizzazioni architettoniche, in cui sovrasta l’uso del vetro e la luminosità: dallo splendido Sony Center in Postdamer Platz alla stazione centrale (ebbene sì, una stazione!), dalla cupola del Reichstag ad Alexander Platz.

Berlino è una città sicura: si può viaggiare o aspettare la metropolitana anche ad ore molto tarde della notte senza avere paura di essere aggrediti e di fare brutti incontri, grazie ad una presenza discreta ma molto forte della polizia in molti snodi principali e periferici della città ma anche grazie alla video sorveglianza.

Meraviglia poi vedere l’estremo decoro delle stazioni, delle vie, dei muri: rarissime scritte, erba sempre tagliata, grandi parchi di verde pubblico in pieno centro tenuti benissimo.

E le periferie? Ho avuto occasione di vederle: sempre piste ciclabili e marciapiedi, spesso ad entrambi i lati della strada.

E’ vero, per qualcuno sono piccole cose ma “cocciano” con l’idea classica della metropoli caotica.

Presto continuerò il racconto… intanto ecco una prima foto, davanti al checkpoint Charlie che divideva Berlino Est da quella Ovest…