COVID E CRISI DEL FLOROVIVAISMO: È NECESSARIO DICHIARARE SUBITO LO STATO DI CRISI, COME IN LIGURIA E CAMPANIA. INDIVIDUANDO LE RISORSE NEL PIANO DI SVILUPPO RURALE

COVID E CRISI DEL FLOROVIVAISMO: È NECESSARIO DICHIARARE SUBITO LO STATO DI CRISI, COME IN LIGURIA E CAMPANIA. INDIVIDUANDO LE RISORSE NEL PIANO DI SVILUPPO RURALE

La crisi del settore florovivaistico, che tocca direttamente la nostra provincia, è ampia e profonda. E ha bisogno di interventi forti per evitare il collasso di molte imprese.

Già da diverse settimane sostengo che la dichiarazione dello stato di crisi da parte della Regione è di vitale importanza. È un primo ma importante passo perché, al netto delle decisioni del Governo nazionale, aprirebbe lo spazio ad una serie di misure concrete da mettere in campo subito, grazie ai fondi del Piano di Sviluppo Rurale, che significano per la Toscana decine e decine di milioni di euro.

Con il Piano di Sviluppo Rurale si può intervenire in varie direzioni: ad esempio, come è già stato fatto con altri settori, introducendo una misure compensative per le aziende, ad esempio legandole a parametri oggettivi come perdita di fatturato o altri indicatori; altra possibile azione l’introduzione di premialità specifiche per le aziende del settore nei bandi del Piano di Sviluppo Rurale, come già avvenuto in questi anni per altri settori della nostra agricoltura .

ℹCampania e Liguria si stanno indirizzando su queste linee e questo non è un particolare certo irrilevante in termini di competitività tra distretti, in particolare per quanto riguarda la floricoltura. L’importanza del florovivaismo in Toscana, che significa il 30 per cento della produzione lorda vendibile dell’agricoltura toscana, chiama tutti noi a mettere in campo uno sforzo eccezionale e, per quanto riguarda la Regione, solo il Piano di sviluppo rurale ha la capacità finanziaria di dare risposte adeguate e di medio termine, necessarie vista la crisi del comparto. È un lavoro sicuramente impegnativo ma necessario, vista la situazione in cui si trova il settore.

Questi, in sintesi, i punti principali di una mia una interrogazione alla Giunta Regionale.

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