REGIONE E SOVRINTENDENZA BOCCIANO IL PIANO OPERATIVO DI PESCIA. BLOCCATA LA CEMENTIFICAZIONE DEL TERRITORIO

REGIONE E SOVRINTENDENZA BOCCIANO IL PIANO OPERATIVO DI PESCIA. BLOCCATA LA CEMENTIFICAZIONE DEL TERRITORIO

Pescia, Piano Operativo bocciato da Regione e Sovrintendenza
Niccolai (Pd): “I nostri rilievi erano assolutamente fondati. Grazie ai cittadini che si sono impegnati assieme a me per fermare l’ennesimo sfregio del territorio”. Il consigliere riporta il caso in Regione con una nuova interrogazione
“Quali azioni vorrà intraprendere la Regione qualora il Comune di Pescia, nonostante le prescrizioni della Conferenza Paesaggistica ed il parere negativo espresso da essa, intendesse approvare in via definitiva un Piano Operativo che presenta così gravi criticità dal punto di vista del mancato raggiungimento degli obiettivi di riduzione del consumo di suolo e di salvaguardia dei beni ambientali e paesaggistici del territorio indicati dalle normative regionali”.
E’ questa la domanda contenuta nell’interrogazione alla giunta toscana presentata oggi dal consigliere regionale del Pd Marco Niccolai, che torna quindi ad accendere i riflettori sul controverso iter del Piano Operativo del Comune di Pescia, dopo aver chiesto il verbale della Conferenza Paesaggistica composta da Regione e Sovrintendenza che si è svolta lo scorso 26 gennaio. 
«Visto il perdurante silenzio dell’Amministrazione Comunale di Pescia dopo l’ultimo voto del Consiglio Comunale avvenuto lo scorso 2 luglio 2020, ho chiesto agli uffici regionali di conoscere lo stato della situazione inerente il passaggio in Conferenza Paesaggistica e ho scoperto che il 26 gennaio scorso è stato dato parere contrario. Una bocciatura totale. Ho letto con molta attenzione il verbale della Conferenza Paesaggistica – spiega Niccolai – verbale dal quale emergono diversi punti di criticità, alcuni molto gravi, che riguardano l’errata identificazione e catalogazione dei beni culturali e paesaggistici tutelati e alcune perimetrazioni che “non trovano riscontro nella normativa”. Inoltre, la Conferenza rileva che nel Piano del Comune di Pescia vi è una “errata ed anacronistica interpretazione del limite urbano” e altre incongruenze normative rispetto a previsioni di trasformazione in aree residenziali di aree agricole sottoposte a vincolo paesaggistico. L’elenco, in quest’ultima fattispecie, è lungo e riguarda diverse frazioni del territorio pesciatino: la Conferenza Paesaggistica boccia tutte le previsioni di nuove edificazioni a Alberghi, Collodi, Veneri e tante altre nel capoluogo. Tutto ciò – prosegue Niccolai – non fa che confermare tutte le preoccupazioni sull’eccessivo consumo di suolo e su altri aspetti che avevo già espresso con una precedente interrogazione (che fu stigmatizzata dall’amministrazione comunale più volte) ma che oggi trovano ulteriori conferme. La qualità e la quantità dei rilievi svolti dalla Conferenza Paesaggistica, che ha espresso un parere negativo sul Piano Operativo del Comune di Pescia, sono così ampi da suggerire, nel verbale, di azzerare completamente il Piano Operativo andando ad una nuova adozione e dunque facendo ripartire il procredimento da zero. Con questa mia nuova interrogazione – conclude il consigliere regionale – intendo riportare l’attenzione su questa incredibile situazione: per l’amministrazione comunale di Pescia nelle scorse settimane è arrivata una bocciatura davvero pesante, su tutta la linea ma se il Comune decidesse di andare avanti con il parere contrario di Regione e Sovrintendenza ci rivolgeremo nelle sedi competenti. Da quando ho lanciato il grido di allarme nell’estate 2019 è iniziato un movimento di cittadini di tutte le zone e da parte di tante associazioni che, nonostante le affermazioni del Comune di Pescia, hanno scelto di non stare in silenzio e di difendere il loro territorio: i rilievi della Sovrintendenza e della Regione ci dicono che avevamo ragione, a differenza di chi ha sostenuto e votato queste scelte in Consiglio Comunale e di chi è stato in silenzio mentre si stava per compiere un nuovo sfregio per un territorio già martoriato. Uno sfregio che, insieme, abbiamo impedito”. 

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