65 anni dalla liberazione di Pescia

Oggi è l’8 settembre e proprio 65 anni fa, come oggi, per Pescia si concludeva la tragica esperienza dell’oppressione nazifascista e della guerra.

Una data da ricordare, anche perché il nostro Comune è medaglia di bronzo per benemerenze partigiane, visti i tragici fatti che vi si svolsero.

Ogni anno ricordiamo gli eccidi di Collodi, San Quirico e Vellano che costellarono l’agosto 1944, ma sicuramente la scia di dolore di quel periodo ha segnato anche per altri fatti le famiglie del nostro territorio.

Ricordare questa data, il 25 aprile e le altre ricorrenze degli eventi tragici che mostrarono il vero volto del nazifascismo non è, come alcuni qualche volta pensano, un esercizio di retorica su un passato lontano

Il consiglio che rivolgo a queste persone è quello di visitare i luoghi dei tragici eventi della seconda guerra mondiale, nel nostro territorio o nei due paesi simbolo di questa barbarie, come Sant’Anna di Stazzema (dove quest’anno ho passato il 25 aprile assieme ai Giovani Democratici di Pescia) o Marzabotto e lì leggere i nomi delle persone così barbaramente uccise, a notare la loro età (non mancano i bambini ed i giovani) e a domandarsi il perché di un’orrenda barbarie contro persone innocenti, senza dimenticare il dolore incancellabile di chi è rimasto.

Per questo non possiamo né dobbiamo dimenticare il loro sacrificio e il valore della guerra di liberazione per conquistare la libertà.

Ogni totalitarismo, di qualunque colore , è contro l’uomo. Il 25 aprile 1945 e l’8 settembre 1944 ci ricordano che la democrazia e la libertà, in questo Paese e nel nostro territorio, sono state conquistate con il sacrificio di molte persone.

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