Niente giustifica rompere il patto che sta alla base delle primarie

Il Partito Democratico è stato il primo ad adottare lo strumento delle primarie e ne difende il suo valore e la sua serietà, accettandone in ogni caso il risultato e sostenendo senza se e senza ma il candidato vincitore. Un impegno che hanno sottoscritto i partiti ed i candidati, un patto pubblico, solenne e incondizionato che non può essere spezzato e nessuna motivazione può legittimare o giustificare il venir meno a questo impegno.

L’intenzione di Roberto Bartoli di dar vita ad una lista civica rompe questo patto ed è irrispettosa prima di tutto verso 12.000 cittadini pistoiesi che, andando a votare alle primarie, erano convinti di partecipare ad una competizione vera, franca ma basata su regole condivise e accettate da tutti e ad un impegno non formale ma sostanziale e reciproco, un minuto dopo la chiusura delle urne, a sostenere il vincitore.

Il Pd, da parte sua, come hanno fatto gli altri candidati sconfitti ed i partiti della coalizione, non intende stracciare questo patto e non rispettare quindi le migliaia di pistoiesi che hanno partecipato  alle primarie.

Non viene comunque ovviamente  meno l’impegno dell’Unione Comunale di Pistoia a continuare la sua azione per la formazione di una lista al Consiglio Comunale rinnovata e rappresentativa delle sensibilità presenti nel partito e che si sono riconosciute nelle varie candidature,  vista la ricchezza di uomini e di donne che si sono impegnati a sostegno dei vari candidati nelle primarie stesse.

Marco Niccolai, segretario provinciale Pd Pistoia
Paolo Bruni, segretario comunale Pd Pistoia

Un commento

  • Salvatore Scarola

    Caro Marco, questo racconto non tiene conto di quanto è veramente accaduto a Pistoia. Immediatamente a urne chiuse tutti i candidati hanno riconosciuto senza se e senza ma che Bertinelli era il vincitore. Tutti hanno (e abbiamo) espresso la ferma volontà di concorrere alla vittoria di Bertinelli. Per il Pd Pistoia fino a quel punto rappresentava un caso (raro) di esperienza positiva raccogliendo il 70% dei voti con i due candidati targati Pd al prime e secondo posto. Esempio positivo nazionale. E la dirigenza che fa? visto che problemi alle primarie non ne avevamo avuti ha fatto in modo di creare i problemi alle secondarie, cioè alle elezioni vere sbandierando ufficilalmente il pluralismo e negandolo nei fatti, perchè vedi Marco, il pluralismo non PUO’ MAI essere preceduto dai veti, e di veti ne sono stai posti molti, su coloro che avevano sostenuto la Turco, candidata indipendente e su Bartoli che se vinceva poteva fare il Sindaco (ovviamente vincendo le elezioni) e invece scopriamo che non può essere un semplice consigliere. Se ripercorriamo tutta la vicenda abbiamo visto un partito strabico che ha sostenuto un solo candidato dimenticando costantemente Bartoli, nella sede provinciale trovavi tutto di Bertinelli, non un volantino di Bartoli, Rossi che partecipa alle iniziative di Bertinelli e non a quelle di Bartoli e l’elenco potrebbe essere lungo fino all’arrogante presa di posizione: Bartoli era “inopportuno” e poi il giudizio è cambiato in “dirigente inaccettabile e inaffidabile” il tutto senza mai motivare i giudizi. Ma se era un personaggio inaffidabile e inaccettabile perchè non si è detto prima che iniziasse il percorso delle primarie? E’ molto debole e poco credibile dire queste cose oggi. Proprio adesso che Pistoia vive una fase difficilissima è da irresponsabili privarsi del contributo dei migliori dirigenti che sono abituati ad entrare nel merito delle questioni e dare contributo vero alla gestione. Questo è stato sacrificato per dare vista ad una lista monolitica in disprezzo del pluralismo e della democrazia interna, ma sopratutto senza tenere conto delle necessità di Pistoia e dei Pistoiesi. Voglio sperare che sia ancora possibile una ricucitura decorosa, restituirebbe dignità all’intero partito, ma bisogna fare presto perchè, oggettivamente, il tempo a disposizione è limitato. Così si rischia di mettere alla porta dopo Bartoli, parti consistenti di questo partito. Effettivamente Pistoia poteva essere un esempio positivo, ci voleva impegno e bravura per farlo citare da nostri dirigenti nazionali (e presenze sulla stampa nazionale) come un pessimo caso di gestione della fase “post primarie” complimenti davvero.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *